L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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LINA MONT ALTO

fondo producendo una fantastica illusione di faci accese oltre la veranda del Convito : effetto
di luce artificiale cui contrasta il giuoco della luce diurna che pare irrompere da sinistra
e va di concerto attenuandosi con la violenza del gesto, dalla commozione di un viso
levato in alto, giallo nella luce calda, al rapimento del volto di Baldassarre come immerso
in un riflesso lunare. E nel doppio giuoco della illuminazione, dai toni infocati alla Ghe-
rardo delle Notti, ai lividi riflessi siderei prediletti dal Preti, si accendono, si smorzano,
si rischiarano in una tizianesca gradazione di toni i magnifici rossi, i bianchi di argento,
di neve, acquistando sotto il pennello politecnico trasparenza di velo, consistenza di lana.

L'altra tela (fig. 5) è tutta pallente in un riflesso bigio nel quale pulsa il pathos nel-
l'affiorar dei volti dei carnefici, nell'inseguirsi dei due pugnali alto levati sulla testa riversa
contro il collo gonfio di Ammone, mentre soavemente romantica contrasta alla scena di
sangue la figura di Assalonne: sottile forma di adolescente, pallida la guancia feminea,
« ruscelletto d'oro » la molle capellatura ondante sul rosa antico della veste.

Nelle due tele della Pinacoteca del Museo di Napoli, anche più che in quella della
Corsini, appaiono di già tipi, movimenti, ricerche tecniche che fanno riconoscere i dipinti
del Calabrese. La figura di Assalonne, dolcissima fra le creature del Preti, rispunterà come
un bel fiore di grazia di contro a Lazzaro semirigido sorgente al comando di Cristo dai
vincoli del sudario1; s'irrobustisce talora in sembianza di Alessandro che uccide Ciro1;
ma serberà sempre quel volto trasognato, quel movimento in avanti, pur quando magra,
spiritualizzata, diverrà il figliuol prodigo, prediletto fra i soggetti del Preti. Così, la figu-
retta della servente che sogguarda maliziosa con guance pienotte, con ridenti occhi neri,
s'affaccerà dalla cornice di ogni tela; e, tramutandosi in angelo, prenderà alucce e vesti
svolazzanti il fanciullo che s'inerpica e abbraccia al fusto delle colonne biancheggianti
nell'ombra di tante tele del periodo napoletano. Ma non è ciò che più interessi; colpisce
invece già nei due Conviti il Preti come finissimo colorista, di una tecnica così svariata,
così fusa e scaturente dall'impasto dei colori: e che armonie di colori! Il nero velluto della
veste di un convitato dà una bianchezza abbagliante al viso bagnato di luce; la chioma
di Assalonne — calda nota fulva — scivola sul rosa svanito della sopravveste; contro
la mensa candida si disegnano, uno per uno, con fiamminga cura, i radi neri capelli di una
testa in primo piano. E indugia in precisarli il pennello che ha invece segnato a grosso
impasto la treccia bionda attorta con grazia veneziana e irraggiante l'omero nudo della
donna vista di spalle, a destra, nel Convito di Baldassarre.

Ma le due tele molto studiate, con ricordi veneziani, non sono proprio rappresentative
dell'arte robusta di Mattia Preti: quel trascolorare alla luce di vesti, volti, anime, è uno
studio d'imitazione della suggestiva pittura cinquecentesca. Solo alcune teste sporgentisi
di rilievo dal fondo in cui vaneggiano macchiette impressionistiche — teste di un ca-
rattere e di una potenza d'espressione straordinaria — ci ricordano che siamo in pre-
senza di un maestro che sa ben imprimere, sia pure collezionando spunti e motivi, la
propria forte personalità.

Per la tecnica e per la ricerca degli effetti di luce, il Figliuol Prodigo del Museo Na-
zionale di Napoli si avvicina ai due Conviti. Ma non è il solo; altre due tele, una più piccola,
quasi quadrata, presso lo scultore lerace, l'altra più grande, nel Palazzo Reale, ripetono
la scena variando con sempre nuova bellezza il motivo. Quella presso lerace (fig. 6) stu-
diata nel rilievo, forte quindi di risalti, ha splendidi particolari in volti di fanciulli ridenti,
di giovani donne, una delle quali in primo piano ricorda la donna del Convito di Baldas-
sarre; nel mezzo, come su di un alto sgabello, il Figliuol Prodigo prono, fissa l'occhio con

1 Galleria Corsini, Roma.

2 Vidi questa tela con una Sacra Famìglia,
pur'essa del Preti, presso un antiquario; ambedue
provenienti da private, collezioni. La prima si ri-
connette per composizione ai due Conviti, l'altra,

vivamente rischiarata da un fascio di luce che
dalla porta spalancata nello sfondo avviva l'in-
terno, ricorda una serie di tele con ricerche scul-
toree di modellazione luministica, di cui parlerò
in seguito.
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