L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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CATALOGO DEI DISEGNI DEL PI SA NELLO T29

Studio di scimmie a penna, a lapis e ad acquarello ' prima, neri spilli aflondati sotto il cuscinetto della
(C. V.,48), (fig.3), soggetto tra i prediletti del Pisa- fronte, si sprigiona, in contrasto con la posa in-
nello pei l'agilità delle mosse e i caratteristici atteg- dolente, intensità di vita, mentre quelli della com-
giamenti. Una delle scimmie cammina a lunghi passi pagna aggomitolata, semispenti, mandano luce ma-
sferzando l'aria con la lunga coda; gli occhietti ligna; e si socchiudono, con oratoria compiacenza,
maligni, il naso schiacciato riproducono con rara quasi accompagnando le parole, gli occhi della
penetrazione le caratteristiche fisionomiche delle scimmia che tien seduta .

scimmie. Il disegnatore sottolinea con potenza Istantanea di scimmie (C. V., 150) schizzate

caricaturistica i tratti salienti del tipo, il movi- in vari atteggiamenti dal segno veloce, interprete

mento simultaneo vi\ ace della testa e del braccio, della vita di un attimo, di un atteggiamento mo-

l'agilità del passo furtivo, la sua istantaneità. mcntaneo, fugace. Una, tutta curva, sembra una

Una scimmietta, molle batuffolo di pelo soffice, vecchia oppressa dall'età. Tra esse passeggia con

Fig. 2 — Pisanello : Studio di lepre in corsa. — Parigi, Louvre.

alza la zampa destra in una morsa infantile. È
ancora più fine la testina di un'altra scimmia dalla
fronte bassa sormontata da cespugli di peli, con
gli occhi da vecchia sprofondati entro le cavità del
teschio. Dall'accordo tra il gesto esortativo di una
mano e l'atteggiamento rannicchiato e gibboso si
sprigiona una deliziosa comicità.

Studio di scimmie (C. V., 44). È un'adunanza
di vecchie comari. Una sta seduta, lasciando ca-
dere le braccia come per stanchezza e ascolta con
aria condiscendente la compagna, che, alzando
una mano e abbassando l'altra con scimmiesca
parodia di mimica oratoria, sembra raccontare
qualche cosa; la terza è tutta presa da stanchezza,
la quarta è in procinto di arrampicarsi. Lo studio
è eseguito a penna, con un segno interrotto, a
sprizzi, che specifica le varietà del movimento e le
qualità del pelo: spiove, in fili paralleli, nella prima
scimmia, seguendo lo stanco cader delle braccia
come un mantello che copra un corpo intirizzito;
s'irradia attorno alle spalle della scimmia aggo-
mitolata, quasi rabuffandosi. Dagli occhi della

vanitoso incesso il pavone dall'occhio languido
c il collo flessibile, strascicando orgogliosamente
la coda vaporosa.

Studio di quattro scimmie acrobate (C. V., 169);
abbozzo audacissimo, pieno di vita: il segno non
cura più minutamente i particolari del mantello;
sembra quasi notomizzare, ;corticare la forma,
per accentuare il movimento, mettere in rilievo le
vertebre e le nervature clastiche, scoccanti.

Altro studio di scimmie (C. V., 174), simile a
quello del foglio 150, nonostante la maggior com-
piutezza, specialmente nell'esecuzione dell'occhio
tondo e delle estremità agili, membranose. Le mo-
venze ricurve delle quattro scimmie canno valore
alla massa soffice del mantello, che sembra tra-
sformare i corpi in gomitoli di lana. La maggior
parte del foglio è occupata da un vecchio amman-
tato intento alla lettura. La disposizione del manto
è larga e grandiosa; di pisanelliano brio il segno a
virgola sugli orli, che intorno alla testa oscurata
da fluide ombre diviene un arri ffio vaporoso di
riccioli.

L'Arte. XXIII, 17.
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