L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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RAFFAELE THOMAS E GIOVANNI F1GUERA PITTORI CATALANI 141

pittura catalana è ancora un predominio assoluto dell'elemento lineare che tenta equi-
librarsi fra gli andamenti semplici, molleggiatiti dei maestri senesi, predenti agli occhi
dei pittori catalani della metà del secolo xv, e le asperità un poco rudi e angolose delle
scuole fiammingheggianti delle province settentrionali della Spagna. Senso estetico,
dùnque, ancora inferiore che concentra sempre l'attenzione nei particolari (stoffe, fondi, ecc.)

Fig. 5 — Raffaele Thomas e Giovanni Figuera : Ancona di S. Bernardino.
Il Santo guarisce gli storpi. — Cagliari, Museo Nazionale.

che la distrae dalla costruzione delle scene. Manca ancora la ricerca di effetti di pro-
spettiva e di chiaroscuro che furono i segni reattivi con i quali la pittura catalana
rispose all'innesto improvviso dello sviluppo antoncllesco (1460-1470).

L'arte del Thomas e del Figuera si è però già affinata — e raffinata — ai nuovi con-
tatti con l'arte• fiamminga che entrò trionfalmente in Barcellona col Trittico dei Consi-
glieri (1445) di Luis Dalmau e dalle vie di Castiglia. Per convincersi di ciò basta consi-
derare lo studio minuzioso dei tipi e dei costumi, la ricchezza delle stoffe intessute d'oro,
la sontuosità dei manti ingemmati, lo stile delle costruzioni architettoniche nei fondi,
più che tutto lo schema di alcune figure derivato dalla scuola dei Van Eyck. Eppure
manca la contraffazione brutale della realtà che è carattere peculiare dell'arte catalano-
fiamminga nella seconda metà del Quattrocento; il sentimento che pervade le scene della
vita di S. Bernardino è più religioso che naturalistico. Se la tavola centrale ha le figure
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