L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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STATUA DI JACOPO DELLA QUERCIA

NEL DUOMO DI LUCCA

Nel Duomo di Lucca, sopra il cornicione del fianco sinistro, contro un'arcatella
cieca della superiore parete esterna della navata, s'erge una superba statua di Santo
cavaliere, opera indubbia di Jacopo della Quercia nella sua prima giovinezza. Più ancora
che nel sepolcro d'Ilaria del Carretto, dove le forme hanno la rigogliosa pienezza del
Rinascimento, appare, nella statua del Santo, l'eredità del gotico senese per l'archeggia-
tura del corpo snello, delle pieghe cadenti dalla tunica sul fianco, a voluta di falce. Ma
l'energia poderosa di Jacopo si sprigiona traverso l'elasticità delle forme ancor esili:
sotto la tunica l'omero destro s'appunta, chiudendo il movimento tortile della forma
con l'improvviso scatto tipico delle sculture di Jacopo: le lunghe figure del flammeo
altare di S. Frediano si liberano dal fondo mediante lo stesso urto repentino, che
sprigiona scintille di forza nei rilievi dello scultore senese. Di profilo, la figura si di-
segna rapida, tagliente, nitida, con scattante rigidità. E la testa rotonda sul tronco ro-
busto del collo, la fronte accigliata sotto le ciocche di fiamma, gli occhi velati d'ombra,
l'anima burrascosa che spira dai larghi lineamenti, preludiano alle etnische sculture
di Fonte Gaia.

Adolfo Venturi.
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