L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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ALCUNI RILIEVI SULLA VITA E LE OPERE DI VALERIO BELLI 185

servi ad esempio nel medaglione che rappresenta il quale lo guarda con calma negli occhi. A questa

Cristo che porta la Croce la figura del giovane rie- serenità fa vivo contrasto l'atteggiamento o truce

ciuto che trascina il Ge;-ù, il quale sembra tolto o violento delle persone che sono intorno, sia del

dalla Deposizione della Galleria Borghese). Essi carnefice che sta per lanciare il laccio intorno al

rappresentano Cristo che porla la croce, Il Bacio collo del Redentore, sia del centurione che, dietro

di Giuda e la Deposizione nel Sepolcro. Fra le molte le spalle di Giuda, sta per avventarsi sulla Divina

figure scolpite nel primo cristallo risaltano subito, Vittima, sia dei portatori di fiaccole, sia dell'apo-

nel mezzo (il Belli fece la figura principale nel stolo Pietro che imbrandito un pugnale sta per

centro delle sue rappresentazioni) il Cristo, il tagliare l'orecchio del servo del sacerdote il quale

quale sostiene sulle larghe spalle la croce gigan- appoggia la destra sul suo elmo... che è un casco

Fig. 4 — Firenze, Galleria degli Uffizi.
Valerio Belli : Cofanetto per Clemente VII. — (Fot. Alinari).

tesca la cui fine non si vede, aiutato in ciò da
altra persona sul limitare del cristallo, e sospinto
colla mano da un soldato e trascinato per una
corda da uno sgherro. Intorno a questo gruppo
principale, il quale spicca sul primo piano della
rappresentazione, sono variamente disposti altri
gruppi di persone: dietro il Cristo le Marie avvolte
in un manto di dolore e la Veronica inginocchiata
ostendente il sudario con impressavi la testa...
di un Giove; a lui dinanzi i ladroni e altri soldati.
Sullo sfondo emergono tre guerrieri a cavallo ar-
mati di lance, di cui l'ultimo si rivela, come un
fedele autoritratto dell'artista. Mentre in questo
quadro spira un procedere calmo e doloroso, nel
cristallo col bacio di Giuda tutta la scena è im-
prontata a movimento drammatico. Da destra
e da sinistra si avanzano gruppi di guerrieri e di
sgherri verso il corpo centrale in cui spicca (anche
per l'abilità dell'artista il quale ha fatto si che la
luce vi convergesse in special modo) Giuda che
abbraccia il Redentore e sta per baciarlo ma è al-
lontanato dolcemente colle mani dal Salvatore,

cinquecentesco veneziano, mentre un altro apo-
stolo, sul cui viso si vede scolpito il più vivo ter-
rore, scappa. Anche qui sembra assolutamente
estranea alla scena una persona (la terza comin-
ciando da sinistra) il cui profilo spicca netto sul
secondo piano del piccolo quadro, la quale non è
altri che l'artista.

Nella Deposizione nel Sepolcro (fig. 3) tutta la
scena è atteggiata a immobilità grave. Merito preci-
puo è qui d'el disegnatore (forse Michelangelo) il
quale ha fatto sì che tutte le figure fossero disposte
alla stessa altezza, senza che la tersità del cristallo
fosse rotta nella parte superiore da oggetti, fiac-
cole, cavalli, lance le quali comunque distoglies-
sero l'attenzione dal gruppo principale. Merito
pure del disegnatore è quello d'avere raffigurato
in prevalenza l'elemento muliebre in diversi magni-
fici atteggiamenti di dolore appunto per far risal-
tare il più che fosse possibile una rassegnazione
serena, accorata, supplice, piangente. Invece dob-
biamo tutto al Belli l'artificio di far degradare le
luci dall'esterno verso il gruppo centrale, rappre-
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