L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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IL PASSAGGIO DI MATTIA PRETI A NAPOLI

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meravigliosa potenza di espressione, di suggestione: tali dovevano apparire quegli effetti
di luce artificiale — di cui abbiamo esempio in molte tele — che ora passati di tono danno
alle figure impressionistiche parvenza di terra cotta.

Come sia giunta questa tela a Napoli non so; non la rammenta il De Dominici,
nè può confondersi con gli altri Cristo e Pilato raffigurati in diverso momento dal Preti;
ma è quasi evidente che ad essa alludano alcuni cenni in lettere di Mattia ad Antonio
Ruffo ; accenni sufficienti, io credo, a riconoscere in tale grandioso abbozzo un'idea cara
al pittore, ma che rimase inespressa per mancanza di chi incoraggiasse quell'opera.1

Fig. 24 — Mattia Preti : Scene della vita di S. Celestino.
Napoli, S. Pietro a Maiella — (Fot. Soprint. ai Monumenri).

Certo, così come ora si trova, tolta la deliziosa figurina del Cristo e l'illusione degli
effetti di luce rossiccia, poco piace il resto della tela con l'enorme Pilato che attinge l'orlo
della cornice e par rotolare dal suo magnifico seggio. Sia perchè non completata, sia
per difetto insito nella composizione, già questa tela muta alquanto il grandioso
ch'è nello stile del Preti, nel macchinoso ch'è pure nel movimento decorativo del
secolo.

1 Estraggo gli accenni dalle lettere del Preti
pubblicate da Vincenzo Ruffo nell'airch. Stor.
Calabr. La tela è descritta in una lettera da Malta:

[23 settembre 1663] ...«mi ritrovo fatto un quadro
di palmi nove e 7, donde è un Pilato che si lava le
mani della morte di nostro Sig.re con molte figure
e il Cristo che va al patibolo assai travagliato e
di buon gusto se ci fosse chi se ne volesse imbratar
le mani io lo finirei che ci mancha [sic] uno o due
giorni di fatica scusandomi SS. 111.ma dell'ardire
vero servitore fra Mattia Preti.

In altra, dell'n dicembre 1663, da Malta:
...« li mando l'incluso disegno fatto di un mio
giovane mallamente del Pilato, ma l'assicuro che
il quatro sarà del requisito giuditio di S. S. 111.ma
giudicato delle migliori cose ch'io abbi fatto la
grandeza è di palmi nove e mezzo in circa e otto
largo il prezo è scuti centocinquanta di buona
moneta come ne ò venduti infiniti più somma e
meno fatica che ne dimando e di vantagio mi
obligo di restituirlo... etc. ».
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