L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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DI ANDREA MARCHESI DA FORMIGINE

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1675 al capitano Gio. Battista Zanchetti; da questi al generale Enea Caprara nel 1784
e nel 1800 al Marchese Paolo Spada.'

11 Formigine era di parere che di cotesta casa si dovessero fare non due, ma tre parti
eguali, secondo la stima dei periti scelti dalle famiglie contendenti, e questi furono: Vin-
cenzo da Montalbano, detto il Rossino, maestro Bartolomeo Triachini e maestro Giovanni
Sgualdrini, i quali la valutarono per lire 10.918, come risulta dal seguente lodo arbitrale
autografo del Formigine:

Lodo arbitrale di Andrea da Formigine.
(16 maggio 1555).

Essendo vertito differentia et discordia per la hereditade della casa che fu delli Crescenti,
posta in strà san Donato, su la via publica, a rincontro a m. Cesaro Bianchetto, con le sue con-
fine; la quale al presente possedè il conte Cesare Boschetto da s. Cesario, uno de' detti heredi,
et li altri sono m. Chamillo Bolognetto et m. Jeronimo di Vidalj, tal che per tal discordia et
differentia anno elletto io Andrea da Formizine per terzo a judicare et sentenziare, remosso
ogni passione, come et in qual modo habbia et debia essere diviso detta casa: il che conside-
rato il modo utile et senza lesione alcuna, dico prima: Che volendo partire detta casa in due
parti, si come sopra ciò assai si è parlato, io non ne parlo in conto alcuno a partirla in due
parte: et la ragione si è questa, perchè gli intrarebbe troppo lesione in dette parte: l'altra poi
non è comoda divisione et per tal ragione non si conviene, nè si debe in conto alcuno, al parer
mio, partirla in due parte. Quanto al volerla partire et farne una parte sola, manco di questo
in conto alcuno ne parlo, perchè el conviene necessariamente dividerla et partirla in tre parte:
et così io judico et parto detta casa in tre parte, perchè in questo modo partendola, lei ri-
ceve manco lesione che in nesuna altra parte, nè in nesuno altro modo che la si partisse; et se
pur vi fusse un qualche poco di lesione, lei viene ad essere egualiva a le parte, per essere tanto
l'una quanto l'altra: intendendosi però che le tre parte habbiano et debiano essere fatte et par-
tite secondo la estima fatta per li arbitri, la quale estima si è lire diecimillia et novecento de-
sedotto, cioè lire 10918; la quale estima è stata fatta per li honorevoli et periti huomini elletti
da li sudetti heredi, et prima da il conte Cesare Buschetto è stato elletto m.° Vicenzo da Monte
Albano, detto il Russino, et per m. Chamillo Bolognetto m.° Bartolomeo Triachino, et per m.
Jeromino di Vidalj m.° loanno Sgualdrino, huomini di ottimo judicio ad estimare detta casa,
la quale estima si è, come di sopra, lire 10918, sì come ne appare per la estima fatta et datami
di sua mano. Così di nuovo replico et judico che detta casa non si habbia, nè si debia partir
se non in tre parte, sì come ò lodato et di sopra sententiato a questo dì 16 di presente mese
di maggio 1555.

Io Andrea da Formizine a homo elletto.

(Arch. notarile di Bologna, rog. di Bartolomeo Algardi, filza 16, n. 63).

* * *

Andrea da Formigine fece testamento tre volte; la prima il 3 febbraio 1545,2 lasciando
10 scudi d'oro perchè fossero celebrate messe in suffragio dell'anima sua. Da questo e
dal testamento dell'n maggio 1546 veniamo a conoscere il nome di sua moglie, che fu
Francesca del fu Giovanni Pelizzari, modenese. A questa lasciava un legato di lire 300 per
restituzione di sua dote, oltre le vesti, le gioie e tutto ciò che possedeva al tempo della
morte del testatore. Nominava suo figlio Jacopo erede universale di tutti i suoi beni mo-
bili ed immobili. Se Jacopo fosse morto senza figli, doveva succedergli sua moglie France-
sca, e, in mancanza di questa, il Monte di Pietà.

Più lungo e notevole è il secondo testamento dell'11 maggio 1546, nel quale confer-
mava i legati a favore della moglie contenuti nel precedente testamento; questa ed il

1 Y. GuimciNi, Cose notabili di Bologna (II, 2 Archivio notarile di Bologna, rog. di Girolamo
53-54). Catelani, ni. 31, n. 37.
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