L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

Page: 262
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1920/0288
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
262

ETTORE SESTIERI

gione, tenevano a Napoli il campo e il mercato riuscì a toccare quel caravaggismo che ebbe, al-
dclla pittura. meno in alcuni quadri, Battistello e poi Mattia
* * * Preti, ma non mai, come in questo tempo, fece di
Date precise parlando di Cavallino è quasi im- tutto per dimenticare le sue tendenze che lo por-
possibile fare e, facendole, occorre procedere molto tavano a preziosismi pittorici, a raffinatezze di tipi
cautamente. Ma, con grande probabilità di essere e ad espressioni un poco languide. Vediamo ora le
nel vero, potremo fissare, con una certa appros- composizioni semplificarsi, i colori non più appli-
simazione, un secondo periodo della sua arte tra cati con cura minuta distendersi in zone più ampie
il 1640 e il 45, unico punto fisso nell'attività di senza lambiccamenti di giuochi luminosi su pic-

Fig. 17 — Bernardo Cavallino: Salvazione di Mose. Napoli, presso il dott. Yenner.

(Fot. Sansaini).

Bernardo, ch'egli pose insieme col proprio nome
nel quadro grande della S. Cecilia e data che segna
un raffinamento in senso cavalliniano dei metodi
caravaggeschi. Può dirsi che nei quadri fin ora
esaminati il caravaggismo sia rimasto latente.
Appariva di tanto in tanto, tra i vari ondeggia-
menti e ricordi napoletani, ma velato e incerto;
i modelli non dovevano essere diretti. Cavallino,
giovine timido, non osava ancora distaccarsi
troppo dalla scuola di Massimo. H periodo invece
di cui stiamo per occuparci è caratterizzato da un
forte accostamento a Caravaggio. Nelle opere di
Cavallino la luce viene a prendere un'importanza
vitale e a subordinare ogni altro elemento. Non

golinc trite e infinite, i tipi stessi che colpiti in
pieno dà correnti di luce, si squadrano, si irrobu-
stiscono e diventano rudi. Ma è vano aspettarsi
che Cavallino continui a lungo così. Temperamento
mitissimo, in pittura, doveva ben presto abban-
donare il caravaggismo di buona lega per tornare
alle care scene d'intimità famigliare, nelle quali
però non avrebbe potuto adesso fare a meno di
condurre quel tanto di Caravaggio che, penetrato
per sempre in lui, non doveva più abbandonarlo.
Ed ecco la S. Cecilia, » dolce istoria d'un giovine
amante che si l'orni d'ali per volare alla sua bella
con omaggio di fiori, mentre la suonatrice di liuto
discretamente si ritira » dove, al primo sguardo,
loading ...