L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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LEON ARDIANA1

il

All'on. Mario Cermenati.

La discussione avvenuta a Parigi, nel settembre dell'anno scorso, sulla tarda e ma-
teriale copia della Belle Ferronière, posseduta dalla signora Hahn (fig. i), giovò a mettere in
più chiara luce, per forza di contrasti, per attenzione di ricerche, le doti del ritratto com-
preso nella ricca eredità leonardesca raccolta dal Louvre (fig. 2). A un primo sguardo, si rivelò
il rapporto tra i due ritratti, rapporto evidente di copia a originale: non più, nel quadro
Hahn, l'oblungo nobile ovale della Belle Ferronière nel Louvre, la luce dello sguardo, il
modellato ondoso rispondente alla successione pittorica delle penombre e delle luci, allo
sfumato leonardesco; ma un largo e greve ovale rigonfio agli zigomi, pastoso, volgare,
incolore, ove le grosse labbra arricciate sull'esempio del modello, le grosse palpebre orlate
di nero, il naso tondeggiante, la sclerotica opaca riflettono le forme esemplari grossa-
mente, all'incirca, componendo una maschera inerte, monotona, di cera colorata, senza
trasparenza di tessuti, senza luce di pensiero nello sguardo.

Dall'iride trasparente della Belle Ferronière traluce un bagliore fosforico che ci ri-
chiama i disegni più accarezzati dalla punta d'argento di Leonardo, ad esempio l'an-
gelo della Madonna del Louvre nella Biblioteca Reale di Torino: la sostanza acquea
cristallina dell'iride, sensibile alle note, anche più smorzate, della luce, rivela, sotto
l'azione di essa, le fibre, le rugosità sottili, in grado diverso secondo l'intensità del river-
bero: variegature smerigliate che non appaiono nella fosca sostanza degli occhi della paf-
futa dama nel quadro Hahn, dove il pittore si contenta di orlare materialmente l'iride
d'una cerchia di tono più chiaro attorno alle pupille.

Luce e penombra scivolano sui piani ondati del volto dipinto da Leonardo, senza
forti contrasti, tanto leggiere sono le ombre, che fosche, pesanti, carboniose s'addensano
sulle guance e intorno agli occhi del dipinto Hahn. Sorda all'azione della luce, come
la massa bianchiccia del volto, è la capigliatura, compatta e uniforme, mentre scie di
riflessi ramigni esprimono, nel quadro del Louvre, la lucentezza della seta bruna dei
capelli al ripiegamento verso le tempie, e seguono la forma del capo. Ogni dettaglio
rivela il superficiale spirito della copia: persino il cordone della Ferronière è messo di
sghembo, e la gemma s'allunga, diviene una cartellina barocca.

L'incomprensione del modello, la materialità di una tarda copia, è evidente in ogni
particolare del quadro Hahn: manca il riverbero rosso che dal vestito sale a colorir
l'ombra sulla guancia della Belle Ferronière del Louvre, nè ha ragion d'essere, tolta l'incli-
nazione del volto, la grossa piega di carne che si forma sotto la guancia. Il riverbero intenso
di luce, che Leonardo sventaglia, altro accento nella gamma preziosa dei riflessi, sul collo
della Belle Ferronière, torpido s'adagia nella copia. Tutto ciò che era vita e movimento
nell'originale, s'impaluda, si fiacca in questa imbottita effigie: più non si sente la vitalità,
l'elastico tessuto della cute propria alle immagini di Leonardo, e ogni particolare divien
greve, opaco, forzato di tinte: i grossi punti dei ricami, le pieghe della manica, disor-

1 Nel 1922, pag. 129 de L'Arte, si è pubblicato, con Io stesso titolo di « Leonardiana », il primo articolo
d> questa serie.

L'Arie. XXVII, 7.
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