L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

Vili. - "Seicento,, e "Settecento,,

li. Ojetti, L. Dami, N. Tarchiato, La pittura ita-
liana del Seicento e del Settecento alla Mostra di
Palazzo Pitti. Casa Editrice Bestetti e Tumi-
nelli, Roma. Milano. L. 350.

Il grande avvenimento artistico che, iniziatosi il 18 a-
prile 1922, à permesso al pubblico di considerare, raccolti
nelle sale di Palazzo Pitti, circa milletrecento quadri del
Seicento e del Settecento italiano, inviati dalle gallerie,
pubbliche e private, d'Italia, d'Inghilterra e di Germania,
ha avuto, per forza di cose, fuggevole vita: dall'aprile al-
l'ottobre. a tanta caducità si è oggi, lino ad un certo punto,
ovviato colla bella pubblicazione, cui Ojetti, Dami e Tar-
chiani hanno atteso; la (pialo si propone il compito di
rendere durevoli gli effetti che l'iniziativa, ormai lontana,
ha destato nel campo degli studi nostri.

A rendere più utile, significativo e bello il volume vi è
la raccolta delle illustrazioni. Più che trecento tavole mi-
rabilmente riproducono, infatti, i maggiori oggetti che alla
Mostra ammirammo, senza diminuirli; tanto coerentemente,
anzi, precisandoli nelle loro caratteristiche, da sottinten-
dere il colore, senza quasi farne sentire la mancanza. Se si
eccettua qualche effetto, in cui l'intimo carattere t anti-
fotogralico » dell'originale è resultato ad un'eccessiva pre-
valenza d'ombre, alteratrice dello spirito del dipinto, al-
trimenti, nella generalità dei casi, i prodotti più rari e
preziosi della pittura dei due secoli sono resi a meraviglia;
può dirsi, anzi, che i vari stili e i vari metodi di me-
stiere mai, con mezzi meccanici, furono prima d'oggi inter-
pretati con tanta fedeltà, ad un tempo, e con tanta libertà:
ciò che parrà contradditorio soltanto a chi non ha avuto
dinanzi alcuna delle riproduzioni.

Sfogliando le belle pagine l'emozione nostra si ridesta,
i problemi su cui riflettemmo a Palazzo Pitti, nel '22, tor-
nano a mente, e novellamente appassionano, sia che abbiano,
o no, trovata soluzione. Ciò ch'era stato vantaggio primo
della Mostra, quello di far risaltare la posizione dei singoli
maestri, per la vicinanza stessa di opere d'altri, allo stesso
tempo appartenenti, è perpetuato in questo s; lendido libro.

Mary Pittaluga.

X. - Varia, manuali, documenti, cataloghi, guide,
iconografia, spigolatura, ecc.

G. J. Hill. A Guide io the Exhibition of Medals
of the renaissance in the British Museum. Lon-
don, 1923.

Molto opportuna riesce la lettura di questo volumetto a
chi intenda avere una chiara no/ione storico-artistica delle
medaglie del Rinascimento possedute dal British Museum.

In questa rassegna, necessariamente rapida, ma ciò non
per tanto diligentissima, l'autore, con gusto finissimo di
critico e con esattezza di studioso, lucidamente presenta le
opere dei più grandi artisti della medaglia (italiani, tedeschi,
francesi), quali, per citare i sommi, Pisanello, Durer. Xellasua
concisa espressione l'Hill sa toccare, con opportuno discer-
nimento e le più combattute e varie ipotesi su attribuzioni
errate o sospette, risolvendo le questioni ancora sospese, o
almeno fornendo a tale fine i mezzi necessari.

11 testo è corredato di novanta nitidissime illustrazioni.

A. G.

P. Vittorino Facchinetti O. I'". M., Iconografìa
l'ranccscana (Saggio). Milano, Casa Editrice
S. Lega Eucaristica, 1924.

Ai tentativi di iconografia francescana fatti finora, da
tedeschi e francesi in ispecie, viene ad aggiungersi il pre-
sente lavoro del P. Facchinetti.

Il saggio, come l'A. stesso lo chiama, è diviso in tre parti
« I primitivi » (sec. xm-xiv); « Nel periodo della Rinascenza »
(sec. xiv-xvm); « I contemporanei » (sec. xix-xx). L'A. ac-
compagna la riproduzione delle più note figurazioni del
Santo esposte in ordine di tempo, con brevi note illustra-
tive, riportando spesso opinioni di critici c storici d'arte
sulle opere di discussa attribuzione e facendo, talvolta,
buone deduzioni personali e felici accostamenti. Malgrado
ciò, il lavoro rimane un tentativo puramente iconografico,
necessariamente incompiuto anche nel suo gencred esula
completamente dal campo storico e critico dell'arte, perchè
l'opera d'arte, presa così isolatamente e considerata quasi
esclusivamente nel suo lato meno interessante, quale è
quello iconografico, viene a perdere tutto il suo valore ar-
tistico ed espressivo.

Troppo poco, in verità, per uno studioso di cose d'arte e
per un volume che è costato non poche e non facili ricerche
e che si presenta anche con una bella veste tipografica.

Arnaldo Fabriant.

S. Tommaso d'Aquino, con introduzione del P. L.
Ferretti, Arte Sacra Italiana, collezione ico-
nografica. Società Editrice d'Arte Illustrata.
I.ibr. Marietti. Torino.

L'introduzione del P. Ferretti è d'indole puramente bio-
grafica e il libro non consta che di un breve indice espli-
cativo seguito da 32 riproduzioni elencate in ordine di tempo,
dalla tavola del Traini in S. Caterina di Pisa al Musaico
dèi Sacchi in S. Pietro.

Inutile dire che queste raccolte, quasi mai complete,
prive di ogni considerazione esteti'a, non solamente rie-
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