L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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ADOLFO VENTURI

stucchi, a Siena e nel Museo Alberto e Vittoria di Londra. Anzi dimostrammo, aggrup-
pando intorno a quell'opera altri rilievi omogenei, fin qui inidentificati, come fosse nel
vero lo Schubring, quando attribuiva quello stucco a Francesco di Giorgio Martini.

Lo stucco Dibblee, che già per la fotografia aveva rivelato la propria origine leo-
nardesca, affermata da Sir Theodor Cook, è, secondo il mio giudizio, la sola traccia
finora ritrovata dell'opera scultoria di Leonardo; e la visione avuta di recente ad Oxford,
dell'incantevole gruppo, diede luminosa conferma alla mia prima impressione (fig. 3).

Fig. 3. — Leonardo da Vinci : Stucco.
Oxford, presso il signor Dibblee.

Lo stucco è, secondo Mac Lagan, una inidentitìcata opera sotto l'influsso del Ver-
rocchio, e probabilmente in rapporto con la bottega dei Dalla Robbia. E nessuno mette
in dubbio che il gruppo sia stato compiuto sotto l'influsso verrocchiesco, comune alle
opere primitive di Leonardo, al giovanile ritratto della Dama Liechtenstein, coi linea-
menti tondeggianti, il paese ordinato e calmo, come all' Annunciazione degli Uffizi, e
all'angelo che dalla riva del Giordano guarda con limpidi ocelli d'ambra al Redentore,
nel Battesimo del Verrocchio. I due angeli, fissi alla divina cerimonia, hanno gli stessi linea-
menti tondeggianti e morbidi, le vesti a pieghe complesse, ma la somiglianza rimane
esteriore: non splende negli occhi dell'angelo verrocchiesco, sporgenti e rotondi, il lume
che trema nelle trasparenti iridi dell'angelo di Leonardo; men fluidi sono i passaggi del
rilievo; ai cincinni manca il fine serico tessuto, la leggerezza eterea dei riccioli che l'aria
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