L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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GIOVANNI INCISA DELLA ROCCHETTA

ponte S. Angelo e agli stucchi della chiesa di
Ariccia; ma rimase sempre in ottime relazioni col
Sacchi, sotto il quale aveva studiato il disegno.

Ai 4 di settembre 1653 fu pagato un quadro à
guazzo di Agustino Tasso comprato p. S. Erti.za dal
S.r Andrea Sacchi d'or.e di S. Em.za.

Dal libro mastro E apprendiamo che il nostro
pittore, nel periodo j 653-1654, oltre ad aver do-
vuto stimare i lavori del q. Simon Lagì, già pittore,
e indoratore (25 ottobre 1653), 1 venne ripagato
della spesa in far doi copie di Baccanali fatti co-
piare dal Dossi e dipinti nelli Cammerini di Fer-
rara (r6 maggio 1654).2 Con inesplicabile salto di
quattro anni, arriviamo al libro mastro F (1658-
[663), nel quale troviamo, a più riprese, dei paga-
menti fatti al Sacchi p. eseguirne gli ordini di S.
Em.za (15 marzo e 3 agosto 1658; 12 luglio 1659;
jo aprile, 23 luglio e 6 settembre 1660; 30 aprile
i66i).3

Troviamo, poi, che il nostro artista aveva appro-
vato e revisto un conto di Francesco Rondone scul-
tore p. haver restaurato diverse statue di S. Em.za
(18 maggio 1658) .*

Importante è la notizia che il Sacchi, prima del
30 dicembre 1658, aveva ricevuto la somma di 500
scudi pag.i d'ordine di Mons.e Ill.mo Lor.o Gavotti
Mag.e domo di S. Em.za p. dui quadri dipinti e do-
nati alla Santità di N.ro Sig.re Alessandro Settimo;5
importante, perchè si connette con uno degli aned-
doti raccontati dal Passeri,6 per dimostrare la
stranezza dell'artista. Il biografo racconta come,
appena elevato al trono, Papa Alessandro VII ma-
nifestasse il desiderio di conoscere il Sacchi. Affret-
tatosi il Card. Antonio iun. a presentarglielo, il
Pontefice, dopo aver accolto amorevolmente il
pittore, gli fece comprendere, che desiderava di
possedere qualche opera di sua mano. Andrea, tor-
nato a casa, invece di fare un quadro originale,
raccozzò, dice il Passeri, due vecchie tele da lui di-
pinte, e ne fece una sola, indegna di esser presen-
tata al Papa. Vi aveva introdotto parte di quell'opera
della Divina Sapienza, dipinta da lui nel Palazzo
Barberini, e parte di quella di S. Romualdo dei Ca-
maldolesi, veramente ambedue uscite da suo pennello,
ma non si rendevano singolari, per essere già altrove
pubblicate. Il Papa non si accorse di nulla e, sod-
disfatto, mostrò la tela ad altri, che gli dissero
essere quelle copiacce, non di mano del Sacchi, ma
di scolari. Il Papa se ne sdegnò e perdette ogni af-

1 Pag. 120.

2 Pag. 123.

3 Pag. ii2.

4 Pag. 118.

5 Pag. 112.

6 Vita d'Andrea, Sacchi.

lezione per Andrea, che fu molto afflitto di aver
disgustato un Papa appena eletto; tanto più che
non poteva risentirsi, per certe ragioni, del dispetto
fattogli da persone maligne. Il Sacchi fu sempre
accorto e sagace, pronto nella risposta e avveduto
nel discorso, ma spesso gli uomini più prudenti si
perdono in caso proprio.

Non mi consta che in casa Chigi abbia mai esi-
stito il quadro di cui parla il Passeri (esso potrebbe
essere rimasto in Vaticano); ma certo v'erano due
quadri sacchiani, che possono aver fatto nasceie
questa leggenda: una piccola replica del S. Ro-
mualdo ed una della Sapienza Divina, nella quale
il pittore ornò la predella del trono con i monti e le
fronde di rovere dello stemma chigiano.

Non è neppure dimostrabile che questi due
quadri siano quelli di cui parla il libro mastro, ma,
da tutte queste coincidenze, l'aneddoto raccon-
tato dal Passeri ottiene una specie di conferma.

Apprendiamo, più avanti, dal libro mastro F,
che il Sacchi aveva fatto misurare dall'architetto
Arcucci l'opera fatta da Jacomo Beccaria capo-
mastro muratore, in una conduttura d'acqua (24 di-
cembre 1659) 1 e che aveva comprato quattro
quadri per il Cardinale (23 luglio 1660).2 Ma le
ultime due notazioni, che riguardano opere del
Sacchi, sono posteriori alla morte di lui, avvenuta
il 21 di giugno 1661.

Secondo la prima, egli ricevette, il 10 giugno,
d'ordine del Cardinale, dal 5. Gasp.o Marcaccioni
ducento scudi p. prezzo della copia del quadro del
Noè fatto da esso p. donare al S. Abb.e Rospigliosi
(30 giugno 1661).3 Con tutta probabilità, si tratta
qui di una replica del Noè schernito da Kam, che
esisteva nella Galleria Sciarra, a cui proveniva,
probabilmente, da casa Barberini. Alla dispersione
di quella galleria fu comperato dal sen. Chimirri.
Un'altra replica, del Kaiser Friedrich-Museum
fu esposta a Firenze nel 1922. Non so nulla di
questa replica Rospigliosi.

Dall'altra notazione apprendiamo che ottanta
scudi erano stati pagati al S. Abb.e Vaini Erede
Benif.o del S. And.a Sacchi p. prezzo d'un quadro
di mano di d.o Sacchi rapp.e Abele ucciso da Caino
(28 novembre 1662).* Non so chi fosse questo Ab-
bate Vaini; e non è facile sapere se il quadro
rappresentasse l'uccisione di Abele, o fosse sem-
plicemente una replica dell' Adamo che piange
Abele, esistente fin dall'aprile 1644 in casa del
Cardinale.

Ma, come il primo segno dell'attività sacchiana

1 Pag. 85.

2 Pag. 226.

3 Pag. 112.

4 Pag. 226.
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