L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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GIORGIO SANGI0RG1

tratto i doppi profili contigui dei loro rami contorti e delle foglie accartocciate l'una contro
l'altra per l'eccessiva esuberanza.

Onde poi, al primo Cinquecento, la voga dei velluti cesellati, che sono appunto gli
ultimi di codesto tipo giunto a maturazione e già i primi di uno novello: e così via altri
vezzi estetici si avvicenderanno, come con egual passo, nelle arti figurative, allo stile attivo
segue il manierismo passivo, fino all'emancipazione.

Per il colore avviene altrettanto: nei luoghi ove si predilige la forma, le tinte delle
vesti sono un po' agrette, ma i motivi condotti con meditata grafìa. Così in Firenze tanto
per le stoffe che per la pittura; mentre, di converso, in Venezia il colore vive nei suoi più

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Fig. 3. — Alcune trasformazioni del simbolo cinese Luen.

forti contrasti in tutto il Quattrocento, finché esaurito dileguasi nel dolce chiaro scuro, cui
rispondono i tardivi profondi velluti alto-bassi e i cangianti damaschi tono su tono.

Ma non la sola ragione estetica governa il formarsi e il cristallizzarsi dei motivi:
come la religione e la storia sono fonti alle arti plastiche, alla tessile i simboli. Quando
per secoli, al variare dell'ambiente estetico vediamo resistere tenacemente un dato mo-
tivo, siamo indotti a pensare che in esso si riponga un significato più stabile della moda
volubile.

Esemplifichiamo. Negli arazzi coptici, tra gli altri tanti emblemi intessuti, notasi spe-
cialmente una corolla a quattro petali cuoriformi e sepali altrettanti, la quale ritorna ancora
più diffusa nelle porpore alessandrine e nelle bizantine, sia nella precisa forma indicata
(fig. 1), sia scomposta in foglie, talvolta sovrapposte a formare grossi 3 in fila, intorno alle
consuete scene venatorie di fonte sassanide.
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