L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

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parte che riguarda il Duomo e la pubblica con decoro-
sissima veste, in un volumetto di cui ha fatto stampare soli
cinquanta esemplari, con le iniziali originali del Torrentino.

Mentre da un lato dobbiamo rimproverare al Bacci l'esi-
guo numero delle copie, dall'altro non possiamo che ringra-
ziarlo ed essergli grati, non solo della pubblicazione del la-
voro, ma altresì delle belle ed csaurientissime note con cui
egli conforta lo scritto del canonico Tronci. Il quale ultimo
ci si rivela in questa pubblicazione un erudito veramente
scrupoloso e sagace e uno storico attendibilissimo e dotato
di particolare gusto estetico.

Sarebbe da sperare che Péleo Bacci, il quale con amorosa
cura si interessa di cose pisane, non solo risolva i diversi
problemi accennati nelle note, ma che si interessi alla in-
tera pubblicazione delle opere del Tronci. E. L.

Paolo D'Ancona. L'Uomo e le sue opere velie figu-
razioni italiane del Medioevo. (Miti, allegorie,
leggende). Firenze, S<;c. Kclitrice « La Voce »,
1923. (Edizione in 300 esemplali numerati).
Ne\V Ai'i'crtenza premessa al volume, l'A. dichiara di aver
voluto fare, più che un libro d'iconografia, un libro di col-
tura medioevale, e di aver rivolto la sua attenzione al lato
piii negletto dagli iconografi, dell'attività umana, ohe non è
strettamente connesso col Mondo religioso, ma ebbe tanta
importanza nella concezione medioevale della vita. I docu-
menti grafici furono scelti fra le numerose raffigurazioni
italiane dei secoli xn-xiv, di preferenza, perchè pili frequenti
e più significativi.

Cosi, per il primo capitolo (in Vita Umana: la Fortuna -
le età dell'uomo - la Fontana di Gioventù) vediamo la lunetta
antelamica di Parma e il rilievo di S. Marco a Venezia con
l'uomo sull'arbusto roso dai due topi; il rosone di S. Zeno
a Verona con la ruota della Fortuna; lo stipite del battistero
Paparmense con i lavoratori della Vigna; alcuni fra i Pianeti
di Guariento agli Eremitani di Padova; e, finalmente, la
meravigliosa Fontana di Gioventù del castello della Manta,
nel Saluzzese.

Per il secondo capitolo (Le Virtù e i Vizii), ci sono il ma-
gnifico arcone centrale di S. Marco a Venezia, gli affreschi
di Giotto a Padova, e le due grandi allegorie del Buono e
del Cattivo Governo, a Siena.

Il terzo capitolo (/ Pianeti) è illustrato da alcune allegorie
del Campanile di Firenze, di Siena, del Palazzo ducale di
Venezia. Nella illustrazione del quarto capitolo (Le stagio-
ni, L'Anno, I Mesi) predominano le riproduzioni di mosaici
pavimentali (quello di Otranto, quello di S. Michele di Pavia,
quello di Aosta, quello di S. Savino di Piacenza), dei portali
di Arezzo e di Venezia, della serie mutila di Ferrara, della
Fonte di Perugia.

Il musaico del Seminario di Ivrea, il pulpito di Siena, il
campanile di Giotto, il Cappellone degli Spagnuoli, forni-
scono esemplificazioni al quinto capitolo {Le Arti Liberali e
Le Arti Meccaniche); mentre il sesto capitolo (/ grandi esempi:
fieli denti Eroi e loro leggende) viene illustrato con altri rilievi
del Campanile, con i nove Prodi e le nove Eroine della Manta,

con le Ascensioni di Alessandro Magno di Venezia e di Borgo
S. Donnino, co) Virgilio del Broletto di Mantova, con la leg-
genda di Re Artù a Modena, con l'Orlando e l'Ulivieri di
Verona e col Musaico di Roncisvalle a Brindisi, disgrazia-
tamente guasto.

La conclusione (i'Apoteosi della Vita) è illustrata da due
miniature, tratte da codici petrarcheschi a Parigi, come, del
resto, hanno illustrazioni tolte da manoscritti tutti i capi-
tuli precedenti. Questo è, anzi, quello che fa l'interesse mag-
giore dell'opera, essendo le miniature certo molto meno
conosciute di parecchi gli esempi scelti fra le oper,e scul-
torie e di pittura a fresco. Un minuto indice per materie
completa il volume e ne facilita la utile consultazione.

G. I. d. R.

Tosef Sauer. Dos Aufkommtn des bàrtigen Chri-
stustypus in der friihchri stlichen Kunst (Estratto
da: Bulicev Zbornik-Strena Buliciana).
L'A. affronta la questione della data del primo apparire
nell'arte del tipo barbato del Cristo. Passate in rivista pit-
ture e sculture, giunge alla conclusione che, mentre non si
può parlare di un succedersi delle due figurazioni, perchè
il tipo barbato compare fin dalla prima metà del in secolo,
accanto al più frequente tipo imberbe, clic si manterrà per
Intimili secoli ancora, si deve piuttosto vedere in esse il ri-
flesso di due concezioni diserse. 11 tipo imberbe rappresen-
terebbe la tendenza del popolo a rivestire di bellezza e di
grazia giovanile l'amabile Redentore; mentre il tipo barbato
che compare primieramente a Roma nelle scene di giudizio,
nella traditi» legis e nelle scene di catechesi, dovrebbe al-
lacciarsi al modo tradizionale, accettato anche dai cristiani,
di rappresentare il maestro ed il filosofo. G. I. d. R.

Gli arazzi della Corte Imperiale di Vienna. Kry-
stallverlag Ges. M. B. Vienna, in 4° pag. 20,
tav. LXVI.

L'esposizione degli arazzi imperiali tenuta nel 10.30 e 1921
nel Palazzo del Belvedere a Vienna — esposizione che ha
dato un'idea completa della perfezione raggiunta in Europa
dall'arte dell'arazzerla nei secoli del suo massimo splendore
— ha dato occasione alla pubblicazione di questo volume,
vero libro da « amateur », smilzo di testo ma abbondante di
illustrazioni. Veramente le splendide e numerose riproduzio-
ni possono dare un'idea a grandi linee del contenuto (Iella
collezione viennese. Sono stati scelti generalmente uno o due
esemplari di ogni serie di arazzi, dai più antichi usciti dalla
scuola della Francia del Nord (fine sec. xv, principio se-
colo xvi), rappresentanti complicate allegorie petrarchesche
su grandi prati fioriti e memori ancora del gotico, fino agli
arazzi del sec. xvm prodotti delle manifatture di Pietro
van der Borght e del I.eyniers, fastosi annunciatori dell'im-
minente rococò. Il posto più eminente è occupato dagli
arazzi di Bruxelles, dal sec. xvi al xvm, monumentali e
splendide opere uscite dagli atelier* di Bernardi, van Orley,
Pietro van Aelst, Guglielmo Pannemaker, Francesco Geu-
bels. Sono riprodotti due esemplari della più bella serie di
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