L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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LA QUADRERIA DI LUDWIG MOND

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e di spirito, nel periodo giovanile, quando ancora le immagini dai volti puri e fanciul-
leschi, fioriti di luminosi cincinni, vivono in una atmosfera limpida e fredda, di mat-
tino invernale.

L'arte veneta è rappresentata, nella collezione Mond, da due pitture di Giambellino:
una Madonna col Figlio, purtroppo rovinata da restauri, e una divina Pietà (fig. 2). Tre
volte, dopo la giovanile opera del Museo Correr, il soave pittore ripetè il soggetto di Cristo

Fig. 1. — Impcrator mundi, di Andrea Mantegna
nella Galleria Nazionale di Londra.

sorretto sul sarcofago da angeli pietosi, nei quadri della galleria di Rimini, del museo
Federigo a Berlino, e in questo di Londra. Il primo di essi, fantasia delicata che intorno
al cereo cadavere aduna luminose forme di angioletti dolenti, e rompe il silenzio della
tomba con l'aliar leggiero di farfalle multicolori, più si avvicina, nella trasparenza delle
forme composte quasi di alabastri preziosi, all'opera di Londra, che non il secondo, dove
il mite pittore trova il suo massimo slancio di passione nell'impeto delle ali degli an-
geli, tese a sollevare il Cristo dalla tomba, come nella vivezza dei ri (lessi tra l'ombre ap-
profondite. Il quadro della Galleria Mond ci richiama ancora alla diafana immagine
della Santa Giustina Bagatti-Valsecchi, diafana perla sul velo argentino delle nuvole che
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