L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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ADOLFO VENTURI

dei riflessi, dal nebuloso aere che involge la testa china sotto il velo bruno delle chiome
spioventi, mosse dall'aria, vive. Più che nella pittura, nel disegno, il crepuscolo comu-
nica al volto l'incanto della sua velata atmosfera; ogni contorno si sperde, vago, an-
nebbiato dall'inoltrar delle brume, illanguidito da bagliori morenti; la bocca, nel quadro
sottile, s'inarca, tumida, a un ineffabile sorriso che riflette la sua luce misteriosa e velata

Fig. 6. — Fra' Bartolomeo: L'Adorazione del Bambino.

negli ocelli di un azzurro smorto e diafano, gocce d'acqua trasparenti, perle di soave
splendore.

L'Adorazione del Bambino sarà il capolavoro di Bartolomeo della Porta nella Gal-
leria Nazionale di Londra (fig. 6). Non l'enfasi oratoria dei gesti proprii al Domenicano, in
questa scena di grave raccoglimento, non clamori di tinte tra i lustri di un'atmosfera
ombrata, annebbiata; lo sfumato estensivo, proprio all'arte del Frate, non accentrato
nella figura umana, ma diffuso nell'ambiente a sostituire il tono, ha qui una delle più
delicate attuazioni, nel chiarore tenue che vela edifici e campi, infonde alle carni translu-
cido pallor d'avorio, affila i lineamenti della Vergine. Solo nei delicati schizzi, tracciati
con levità vaporosa di segno, e nelle predelle a piccole figure, e nelle testine di Sante
in San Marco, tenui di modellato, diafane di colore, Fra Bartolomeo raggiunge la bellezza
di questa pittura.
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