L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

scono estranee alla storia dell'arte, ma non ottengono
neanche l'intento che la raccolta si propone, di formare
cioè una storia dello svolgersi del sentimento religioso nelle
arti figurative, perchè difettano di opportune ed efficaci
sintesi in proposito.

Veste tipografica buona.

A. F.-
Kurt Kielscher Das umbekannte Spanien Hau-
hunst - Landschaft - Volksleben, verlag Was-
muth A. G., Berlin, 1922.

Libro delizioso a sfogliare, che presenta nelle bellissime
fototipie, non solo i vetusti monumenti della Spagna, gli
scenari spettacolosi, da Mille e una notte, di Granata, di Si-
viglia, di Cordova, l'infioccato e frastagliato gotico del Tre-
cento e del Quattrocento, dalla Cattedrale di Burgos alla
torre della Cattedrale di Toledo, il barocco che ne eredita la
fantastica opulenza, ma anche gli abbigliamenti fioriti, la
vita del suo popolo d'oggi nella strade assolate, nei cortili
angusti, la nudità ardente delle sue pietre, l'aridità selvaggia
e triste della sua fulva terra. I.a scelta dimostra sempre un
gusto profondo e sicuro, una comprensione intelligente e
appassionata degli aspetti più caratteristici del paesaggio
e dell'arte — basti citare la pagina del castello di Penatici,
macchia tetra di muraglie in rovina e di torri, sotto un tra-
gico cielo (pag. J82), il Calvario di Segovia (p. 164) riflesso
Cupo della esaltata religiosità di Spagna, Avila chiusa entro
la cerchia delle sue mura turrite e tetre, nel piano sconvolto
come cimitero in ruina, la Moschea di Cordova, bosco di
tronchi elefantini e di immani arcate bianco nere, il palazzo
dell'Alhambra, grotta incantata, traforata dal lavorio delle
acque, creata per giochi di luci artificiali, di fantasmagoriche
iridescenze. Indichiamo ai nostri lettori, perla gioia del loro
spirito, quest'opera di vero artista che fa evocare allo sguardo
di chi l'ha conosciuta il fascino della Spagna.

Adolfo VENTURI

Henry Lapauze, L'Académie de France (Paris,
Librairie Plori, 2 volumi, 1924, ir. 100).

Henry l.apauze, conservalcuv du J'alais des lieaux-Arls de
la Ville de Paris dopo avere per un ventennio studiato la
storia dell'Accademia di Francia a Roma pubblicandone in
riviste varie alcuni saggi, pubblica quest'anno in due mo-
numentali volumi l'opera completa.

Storia interessantissima non solo per il mondo e per la
vita delle Arti, ma anche per la vita politica delle due na-
zioni latine alle cui vicende la fortuna varia della piti antica
accademia di Roma si lega.

Non è possibile sapere con precisione a chi risalga l'onore
della prima idea della fondazione. Si è attribuita al Poussin;
ci.....■ si è raccontato di un viaggio che il Colbert, per mis-
sione del conte Mazarino, avrebbe fatto a Roma e durante il
quale il Poussin avrebbe sottolineato al Colbert le difficoltà
in cui si dibattevano gli artisti francesi residenti in quella
città. Ma pare che tutto ciò sia leggendario. Certo è che
Poussin muore a Roma nel 1665, il 19 novembre, e a questa
data, Colbert ha deciso la fondazione dell'Accademia, della
quale si intrattenne a parlare con Bernini il 5 luglio del 1665
a Saint-(ìermain. E l'Accademia di F. a Roma è definitiva'
mente fondata nel febbraio del 1666 ed ha come primo diret-
tore Carlo Errard, figlio di Carlo I Errard de Bressuire, pit-
tore di Luigi XTIi. L'acc, si ordinò prima modestamente in
Casa Saraca a Sant'Onofrio; passò nel 1673 a palazzo fatta-
relli, nell'84 a P. Capranica; nel 1725 a p. Mancini e sui primi
dell'800, dopo lunghi e laboriosi nego/iati politici e diplo-
matici cui presero parte i rappresentanti della Toscana, di
Roma e della Francia e sui quali dominava Pontina del
primo console passò definitivamente alla sede nobilissima di
Villa Medici.

Narrare di tutte le vicende dell'Accademia è impossibile:
Dir* ino solo che ebbe vita brillante e fervida per nomi ed
operosità e che non le mancarono minacce e propositi di
soppressione (da quelle fatte dal direttore Poerson, circa il
1704-1725, fu salvata dall'intervento pronto ed autorevole
del duca d'Autin e dell'abate di Polignac) e periodi di tre-
menda burrasca politica come quello dell'interregno rivo-
luzionario (culminato coll'assassinio di Ugo di Basville) e
lineilo del '49, della Repubblica Romana che la costrinse ad
emigrare per qualche mese a Firenze.

I.o studio del l.apauze è veramente profondo, esauriente
ed interessantissimo. È grave, severo, ricco di bibliografia,
di note e di documenti. Non si può non rivolgere ampia
lode e vivo consenso anche se in qualche premessa teorica,
esprimente qualche sua opinione di pedagogia dell'arte, là
dove parla dello studio del modelli antichi e del suo valore
nell'educazione estetica dell'artista e del pensionato, non
ci troviamo d'accordo e riteniamo che il pensiero pedagogico
del valentuomo sia forse superato. g. d.

Per i lavori pubblicati ne L'ARTE sono riservati tutti i diritti di proprietà letteraria ed artistica

per l'Italia e per l'estero.

Adolfo Venturi, Direttore.

Roma - Grafìa, S. A. I. Industrie Grafiche - Via Federico Cesi, 45.
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