Bullettino archeologico Napoletano — 5.1846-1847

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BALLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLETANO.

N.° LXXVIH (8 dell'anno V) — i Aprile 1847.

Gli articoli, che non hanno alcuna sottoscrizione, sono dell'editore cav. Francesco M. Avellino.

■Annotazioni del sig. ab. D. Celestino Cavedoni all'anno IV di questo bulletlino — Bibliografia.

Minervini {Giulio). Descrizione di alcuni vasi fittili antichi della collezione Jatta
con brevi dilucidazioni - Parte prima - divinità.



Annotazioni del eh. sig. ab. D. Celestino Cavedoni dell'alleanza di Aminla stesso coi Calcidesi, edito dal

air anno IV di questo bulletlino. eh. Arneth (Beschreibung der Stat. Inschrift. cel.

p. io).

Pittura. Ne giovi incominciare dal fare plauso alla Anfora rtivese rappresentante la morte di Talo.
felice interpretazione del dipinto pompeiano con 1' apo- Questa nobilissima composizione probabilmente ritrae
leosi di Omero (p-gC). L'obelisco superiore fi'niente in qualche scena del TotXoes tragedia di Sofocle (Sckol.
piccolo globetto e ornalo dì diadema 0 tenia, sovrap- Apollon. Argon. IV, i6'68) ; e cessa quella dubitazio-
ppsto alla colonna che ne presenta il sepolcro , ha il ne del celebre Heyne (ad Apollod. 1,9,26) : elsi asse-
suo riscontro nelle monete di Orico dell'Epiro con testa qui non licei, qua arte scenae accommodala fuerit
d Apollo nel ritto e con simile obelisco vitlato , posto haee fabula. Ne' vasi di Ruvo ricorrono parecchie altre
entro una laurea , nel riverso (Eckhel, num. vet. lab. rappresentazioni ritratte dalla poesia drammatica (v.Mi-
VII, 9 : Millingen, anc. coins, pi. Ili, 20). Anche il nervini, collez. latta p. 153) , e non pochi soggetti
dipinto di altra parete di quella stanza con grossa co- delle favole cretesi ; di che può sospettarsi che il singo-
lonna dorica , sostenente un vaso ad un manico , larissimo mito di Talo appelli a qualche attinenza de'
pare che rappresenti un sepolcro eroico; poiché in mo- Rubastini con Creta, sapendosi da Cornificio Longo (ap.
Dele di Beroea di Macedonia (Eckhel II , no, n3) il Serv. ad Aen. Ili, 332) Ghe Iapys dicevasi approdato
sepolcro d'Alessandro Magno è rappresentato da una di Creta in Italia , e probabilmente nell'Iapygia. L' e-
colonna sostenente un'urna (cf. mus. Pio CI. t. IV, scita dorica del nome FIOATAETKAS può riferirsi
tav. d agg. B, II, 6). Presso Dio, città della Macedo- tanto ad origine cretese come ad acaica.
Dia, vedevasi una colonna sormontata da un idria di Vaso rinvenuto in Fasano (p.ioi-io^). La mode-
pietra, che dicevasi contenere le ossa di Orfeo (Pausan. sta congettura del sig. Minervini , che propende a rav-
IX, 3o , 3). Pe' quali riscontri parmi che in monete di visarvi Io sonante la doppia tibia, e con ramo di palma,
Olinto di Macedonia sia similmente rappresentato il se- potrebbe pur confortarsi pel detto di Trifone [ap. Allieti.
polcro dell' eroe fondatore (Athen. IV, p. 334-, E) per IV,p.182,E), che le tibie eburnee fossero invenzione de'
mezzo di nn1 urna soprapposta aduna colonnata.- Fenicj. Ciò non ostante, propenderei a ravvisarvi una
dalvene, pi. I,3o). Ivi presso è un cavallo quasi in atto imagine del fiume Marsia inventore 0 perfezionatore del
di muoversi al corso, ed una patera, che accennano ai suono delle tibie. Nelle monete di Apamea vedesi Mar-
ludi ed alle libazioni funebri. In questa moneta e in sia con clamide svolazzante in atto di dar fiato alle due
quelle d'altre città Calcidesi di Macedonia è l'aquila tibie e di muoversi a danza : e sebbene ivi egli sia for-
che pugna col serpente da sè preso. Lo stesso tipo ri- nito di coda satiresca, nell'Apulia potè figurarsi in sem«
corre anche in monete di Aminta II , che parve cosa bianza di bel giovinetto 0 giovinetta, sapendosi che si
nuova e notevole all' Eckhel (t. II, p.87). Ora ne impa- nelle monete della Magna Grecia, come in quelle della
namo la ragione dal riscontro dell'insigne frammento Sicilia, i genj de'fiumi sogliono vedersi in sembianze

ANNO V. 3
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