Ficoroni, Francesco de'
Le vestigia e raritá di Roma antica — Rom, 1744 [Cicognara, 3722]

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Libro Primo Capitolo IX. 37
misurata la Tua concavità , portava ventitre libbre d'acqua ,
come può vederli da un pezzo , che per memoria conserva!!
nella Biblioteca de'suddetti PP. della MilTione . Or siccome il
tubo suddetto andava a dirittura della Meta Sudante , pensai
di sar scavare a piò di quella a linea retta del sito, in cui si ri-
trovò il tubo di piombo , ed ottenutane la permissione dalla
benignità del Som.Pont.BENEDETTO XIV.,vi poli gli ope-
rarj nel mese di d'Aprile dell'anno 1745. ma scavatosi venti-
sette palmi di terra , scaricatavi ne'secoli passati , non si diseo*
pri, che il dilatamento di muro dell'edificio della Meta ,
senza trovarsi l'imboccatura del tubo, o del condotto,da che
manifeltoslì, che il suddetto tubo di piombo del monte Celio,
quantunque era diretto alla Meta,ad altro uso era deilinato,e
io reslai deluso della mia allettativa; né ellendo impresa com-
portabile coi mio mediocre (tato il sare scavare all'intorno di
detto edificio , pensava d'abbandonarne V impresa , mentre
che gli operarj si posero a scavare dentro la Meta nel vano
dove s'alzava l'acqua , e dopo d' avervi tirato fuori molta
terra, e sallì , di cui era siata ripiena ne'tempi de'dirocca-
menti , e abbattimenti degli edificj , diseoprirono felicemente
l'imbocco di grand'Acquedotto, che veniva dall'Esquilino , e
dalle conserve d'acque delle Terme di Tito, dal quale si vede
essere (tata fatta fabbricare quella fonte della Meta Sudante ,
e dette sue Terme in aver dedicato l'Anfiteatro , come viene
scritto da Suetonio. Alla seoperta dell'Acquedotto, fra quei,
che vi accorsero, su il dotto, e curioso Edvv.Wright Inglese,
il quale per vederne la novità entrò egli medesimo dentro
l'Acquedotto comporto pulitamente di grossi , e larghi tego-
loni di terra cotta , sé non che il di sopra era ricoperto di
larghe tavole di pietra Tiburtina , capaci di soslenere qualun-
que diroccamento, che vi potea accadere. Si trovò che l'altez-
za del vano didentro, dove correva l'acqua,era di palmi sette
d'architetto, di larghezza tre palmi, e un quarto, e la sua ro-
tondità palmi quattordici, da che l'intendente può compren-
dere la copiosità d'acqua,che veniva a formare il fonte di que-
lla valla Meta, la quale colla rovina, che è alla villa, e il dila-
tamento diseovertosi, è del seguente disegno >Ja piccola ve-
duta bensì, ma giusla la sua (bruttura ^

La
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