Ficoroni, Francesco de'
Le vestigia e raritá di Roma antica — Rom, 1744 [Cicognara, 3722]

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56 Le Vestigia di Roma Antica
e di maeslrìa eccellente , ritrovatasi tempo fa nell'Aventino.
Un'altra , che mi sembra di Meleagro , non la cede di perfe-i
zionc, né a quella celebre de' Pichini, né all'Antinoo di
Belvedere . De* bassìrilievi ne' lati uno rappresenta Perseo ,
che libera Andromeda , ed era nella Villa Panfilia , e l'altro
pur d'ottima scultura , è d'Endimione , che dorme , che si
troyò , come sopra sìé accennato , nel mezzo dell'Aventino.
Nella Camera de' bulli, ed Ermi de' Filosofi , Oratori, e
Uomini Illustri, è una raccolta inimitabile , essendovi più
Fiatoni, più Socrati , più Euripidi , Seneca , Epicuro , Me-
trodoro , ed altri (oggetti parte noti , e parte ignoti . Delli
due busti d'Omero il più conservato passò per le mie mani {
onde voglio riferir brevemente le cose strane accadutevi . La
prima è che nel tempo Gotico , un muratore si servi di questa
pregevole Erma per materiale dì muro con ammaliarlo fra la
calce colla teda all'ingiù . La seconda d'un Cavatesori , il
quale di notte d'inverno , rompendo una macerie sopraterra a
pie del Palazzo de' Duchi Gaetani nella Via publica , che
conduce al Laterano , col suo piccone di ferro colpitolo sui
collo , lo divise in due parti, falciandolo ivi per terra.
La terza fu del Mitelli , e Don Dossb cavatori di materiali
da fabbricare , i quali nell'albeggiare 'pattando per detta via,
raccolsero , uno la teda , e l'altro il butto , e perchè era la
tesìa ripiena di calce , me l'offerirono per poco denaro , con
avermi indicato il sito , e detto , che qualche cercatore di
tesori l'aveva scavata la notte . La quarta fu la mia dabbe-
naggine , che quantunque conoscess] la rarità del ritratto,
non ottante per iseiocca generosità non conveniente al mio
slato , la ridiedi ad un curioso per lo ssetto poco prezzo , per
cui io l'aveva avuta . E' conlìderabile la Tavola della Legge
Regia sotto Vespasiano , esTendo di metallo grotta due once
e mezzo , di peso libre 2147.
Nella gran sa!a,dove sono sedenti le statue di Innocen.X.
del disegno del Cavaliere Algardi , e del defunto Clem.XII.
ambidue formate di metallo , tralasciando l'antiche d'eccelr
lenti scalpelli, d'un Fauno, d'Iside, d'Adriano-nudo coll'elmo
in testa , della Pudicizia , d'un figliolo di Niobe , rittaura-
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