L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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BIBLIOGRAFIA

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stare allo scrittore francese la data e l’attribuzione del sar-
cofago, ritenuto dal Reymond opera‘donatellesca posteriore
al 1430 (vedi L’Arte, 1903, pag. 7-14), mentre il Poggi
mantiene la data del 1418 e l’attribuitone a Piero di Nic-
colò. L’A. correda le sue ragioni di dati archivistici, ed al-
cuni altri ne aggiunge ad illustrazione delle notizie su la
fabbrica della cappella e su la tavola di Gentile, per queste
ultime tenendosi, come dichiara, all’opera del Venturi, sul
Fabrianese.

G. Poggi, Di alami recenti lavori in Santa Maria
del Fiore {Rassegna nazionale, giugno, 1903).

L’A. parla principalmente della tomba di Antonio di Orso,
scolpita nel 1321 da Tino di Camaino, ricollocata di recente,
a cura dell’architetto Castellucci, nel suo posto originario
dove era l’altare della Trinità. Accenna ad altri lavori com-
piuti e da compiersi nel medesimo tempio.

C. Phillips, A Roundel by Pietro Torrigiano (The
slrt Journal, gennaio 1904).

Per mezzo di confronti con il gruppo della Madonna col
Bambino, terracotta policroma del Museo di Siviglia, e con
il monumento sepolcrale di John Yonge, ora nel Record Of-
fice — due opere sicure del Torrigiani — il Ph. attribuisce
a questo artista anche il medaglione di una testa di Cristo
conservato nella collezione Wallace.

S. Romano, Di alcune eccellenti figure in legno scol-
pite dal trapanese Matera verso il 1700 e che ora
trovansi a Monaco nel Museo nazionale bavarese
(.Archivio storico siciliano, XXVII, III-IV).

In questa lettura, fatta alla Società siciliana di storia pa-
tria, l’A espone, oltre le notizie su le figure in legno del
Matera, alcune interessanti ricerche biografiche su l’artista.
J. Strzygowski, Antiochenische Kunst (Oriens chri-
stianus, II, 2, pag. 421 e seg.).

Nei primi secoli cristiani Alessandria, non Roma, fu il
centro della nuova vita: nel terzo secolo, Alessandria scade
e le città della Siria, Gerusalemme ed Antiochia, sormon-
tano. I due pilastri collocati presso il destro fianco di San
Marco furono portati da Acri a Venezia nel 1258: l’autore
accoglie la spiegazione proposta dal Keil per i monogrammi
scolpiti in detti pilastri e trovandovi cosi il nome di Antio-
chia pensa eh’essi possano considerarsi come monumento
dell’arte cristiana fiorita in quella città.

Pittura.

P. Bacci, Cinque documenti per la storia dell’arte se-
nese del XIII XV secolo, Pistoia, 1903.

Nel quarto documento (1478, 4 di marzo, Archivio del
Comune) « il Comune di Pistoia concede a Niccolò di Ma-
riano pittore da Siena, la cittadinanza pistoiese, a condizione
che entro due mesi dipinga nella seconda sala del palazzo
pubblico un San Tommaso nell’atto di porre il dito nella
ferita del costato di Gesù Cristo ».

L’A. aggiunge alcune notizie sulla famiglia e sull’attività
pittorica di questo artista, di cui non si conosce opera alcuna.

Nel quinto documento (1478, 4 di maggio) « il Comune
di Pistoia accorda a Maestro Niccolò di Mariano un mese

di proroga affinchè conduca a termine le pitture incomin-
ciate nel palazzo pubblico ».

F. Baumgarten, Grunewald’s Isenheimer Aitar {Zeit-
schr. fi. bild. Kunst, agosto 1903).

G. Biermann, Die beiden Caroto in der Veroneser Ma-
lerei (Kunstkronik, XV, 116).

Vedi Arte, 1904, I, pag. 64 e seg.

W. Bode, Die Anbetung der Hirten voti Hugo van
der Goes in der Berliner Galerie {Jahrb. d. konig.
preuss. Kunstsamml.y 1903, XXIV, I, pag. 99-102).
L’Adorazione dei Magi del Museo di Berlino è assai vi-
cina nella composizione e nelle figure a quella di Santa
Maria Nuova.

W. Bode, Der Maler Hercules Segers ( Jahrb. de konig.
preuss. Kunstsamml., 1903, XXIV, II, 149-196).
Punto di partenza per determinare l’arte di questo pittore
e per distinguerne i paesaggi da quelli di Rembrandt e di
Ruisdael, sono le incisioni rappresentanti quasi esclusiva-
mente vedute di paese, ed il paesaggio, firmato, posseduto
dalla Galleria di Berlino. L’A. attribuisce al Segers uq altro
quadro {Pianura con u?i mulino) del Museo di Berlino, un
paesaggio alpestre assegnato a Rembrandt negli Uffizi, ed
altri quadri di proprietà privata.

W. Bode, Leonardo's Bildnis der Ginevra dei Benci
{Zeitschr. fi. bild. Kunst, Agosto, 1903).

Secondo il Vasari, Leonardo ritrasse Ginevra dei Benci.
Il B. identifica quest’opera con il ritratto di giovane donna
attribuito a -Leonardo nella Galleria Lichtenstein, una copia
del quale, posseduta dal marchese Pucci di Firenze, porta
scritto, di mano del xvi secolo: « Ginevra d’Americo Benci ».
Gli ispidi alberelli di ginepro che velano lo sfondo del ri-
tratto alludono al nome della fanciulla.

W. B., Ein Selbstportrdt des Jacopo de' Barbari {Kunst-
kronik, XIV, 32).

Se la firma del quadro di recente acquistato al Museo di
Napoli e pubblicato in questo periodico è esatta, e se Jacopo
era veramente ventenne nel 1495, ne vengono sconvolti tutti
i dati cronologici della vita del pittore che già nel 1511,
appena trentacinquenne, avrebbe ricevuto da Margherita
d’Austria, reggente d’Olanda, una pensione per sostentare
gli ultimi anni di sua vita. O l’iscrizione è alterata, conchiude
il B., o il quadro non è da ascriversi a Jacopo dei Barbari.
M. J. Friedlànder, Geertgen tot S. Jans {Jahrb. d.
konig. preuss. Kunsisanimi., 1903, XXIV, I, pa-
gine 62-70).

L. H. Fischer, Vnbekannte Bilder aus Tizian {Zeit-
schr. f. bild. Kunst, novembre 1903).

Nell’Archivio di Lesina trovasi la notizia: « pagato al
Maestro Tiziano Vecelli 1000 Ducati », ed in alcuni quadri
della chiesa di San Lorenzo in Urboska, nell’isola di Lesina,
l’A. pensa di potere indicare l’opera di Tiziano.

La pittura veneta nel Cinquecento dominava col suo grande
Maestro le coste dalmate : l’A. attribuisce al Tiziano una pala
d’altare nella chiesa di Arbe, un 'Assunta nel duomo di Ra-
gusa, una Santa Maddaleita nella chiesa di San Domenico
della stessa città.
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