L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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CORRIERI

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da Montepulciano, che L. Justi ascrive a Giovanni di
Agostino, scultore del bassorilievo dell’oratorio di San
Bernardino a Siena. Così la scultura del trecento ormai
è ben rappresentata fra noi, dacché non ci manca nem-
meno uno stucco di Alberto di Arnoldo (1380).

Nel campo della pittura si preferiscono ora gli ac-
quisti di opere tedesche e fiamminghe. Per la scuola
italiana fu acquistata la grande pala di Giovanni Bel-
lini, già di proprietà del conte Roncalli, ed una Ma-
donna di Lorenzo Monaco.

* * *•

La politica artistica a Berlino è pel momento tal-
mente sviata che proprio manca il coraggio di fare il
catalogo dei suoi crimini. Quel che temiamo di più è
che Ugo von Tschudi, il distinto direttore della Gal-
leria nazionale moderna, ben noto anche in Italia per
i suoi studi sull’arte del Quattrocento, lasci il suo posto
importante perchè si sente troppo inceppato nelle pro-
prie azioni, motivi poco retti decidendo sull’acquisto
o sul rifiuto di opere proposte. Tutti i principali ar-
tisti, se pure divergono con lui in qualche partico-
lare, consentono in genere col sig. von Tschudi.

Paul Schubring.
Notizie di Parigi.

Museo del Louvre. - 11 lascito Arturo de Roth-
schild. — Da alcuni mesi il Museo del Louvre ha ri-
cevuto alcuni lasciti di opere di grande importanza :
ne diamo una sommaria descrizione.

Sì per numero di opere che per valore commerciale
il lascito col quale il barone Arturo de Rothschild ha
voluto continuare la bella tradizione della sua fami-
glia tanto generosa verso il Museo, occupa il primo
posto : esso consta di quadri fiamminghi, olandesi e
francesi.

Tra i fiamminghi conviene menzionare due buoni
quadri del Teniers rappresentanti un paesàggio con
giocatori di bocce e l’interno di un’osteria, di un’ese-
cuzione libera e franca. Più numerosi e più importanti
sono i quadri olandesi : notiamo una Marina, chiara ed
argentina, di Backhuysen, un ottimo prodotto di questo
pittore oggidì un po’troppo negletto; un Gruppo di
cavalieri del Wouwermann ; un importante paesaggio
di J. Ruysdael, ed un altro bellissimo paese della mi-
glior maniera di Hobbema, di questo maestro, le cui
opere sono in gran parte emigrate in Inghilterra ed
in America, del quale il Louvre non possedeva sinora
che due sole tele.

A tale notevole complesso di opere vanno aggiunte
quattro tele di J. B. Greuze, due delle quali l'Uccello
morto e Le due amiche susciteranno presto, al pari dei
celebri quadri de La brocca rotta e de La lattivendola,
la più benevola attenzione.

Il lascito di S. A. la principessa Matilde. — Il

palazzo della principessa Matilde, dell’illustre signora
che ebbe cara la compagnia degli scrittori e degli ar-
tisti più celebri del suo tempo, era colmo di opere
dell’arte antica e moderna, alcune delle quali la prin-
cipessa morendo lasciò ai Musei ed alla Biblioteca Na-
zionale; le altre saranno vendute all’asta.

Insieme col busto della principessa, opera di Car-
peaux, d’una bella mossa decorativa, il Louvre ha per
tal modo ricevuto anche qualche prezioso quadro. Un
bel ritratto di donna dovuto al pennello di sir J. Rey-
nolds rappresenterà finalmente nel nostro Museo il
principe dei pittori inglesi ! È questa una pittura tutta
vivace e franca, un po’ troppo appena abbozzata an-
cora nelle parti accessorie, nelle vesti, nel fondo, nelle
braccia della figura, ma ultimata, condotta ad una
estrema finitezza nella testa della donna : un’opera ot-
timamente conservata e veramente seducente.

Benché meno attraente di questo è tuttavia foise
ugualmente importante un ritratto di Scuola spagnuola,
di un uomo emaciato, cogli occhi brillanti, cogli zi-
gomi sporgenti, coi capelli lunghi e ricciuti: viso di
malato, febbrile, d’una strana espressione, d’una sin-
golare intensità di vita. Il fondo del ritratto è nero,
le vesti sono scure, i capelli hanno una tinta castana
profonda: è un insieme coloristico quasi monocromo.
L’esecuzione vivace e sicura, forte e agile, ha fatto
pronunciare ad alcuno dinnanzi a questo dipinto il
gran nome di Velasquez; ed invero essa è assai pros-
sima alla maniera del grande pittore di Filippo IV
nel tempo in cui Velasquez dipingeva los Borrachos,
prima del suo primo viaggio in Italia: anche si può
notare una grandissima somiglianza fra questo ri-
tratto e uno dei compagni di Bacco in quel celebre
quadro.

Un ritratto virile di Dauloux, un autoritratto di
Roslin completano il novero delle opere toccate al
Louvre nel lascito della principessa Matilde, pel quale
il Museo di Versailles è entrato in possesso di una
serie di ritratti della famiglia imperiale (ritratti del
principe Gerolamo, del principe Napoleone e del prin-
cipe imperiale) ed insieme di un quadro rappresentante
l’atrio del palazzo imperiale costrutto a Parigi coi di-
segni di M. Normand.

Il Museo del Lussemburgo ha ricevuto un bellissimo
pastello del Doucet, rappresentante la principessa Ma-
tilde, ed un ritratto del pittore Giraud, opera di Paolo
Baudry.

Il lascito del sig. Alberto Bossy. — Il sig. Al-
berto Bossy, morto troppo giovane, prima di aver po-
tuto dare tutta la misura del suo spirito sensibile e
delicato, avevamolto viaggiato, e specialmente in Italia
ove egli sovente amava di ritornare aveva raccolto
opere dell’arte medievale e del Rinascimento espri-
mendo il desiderio che alcuni degli oggetti più pre-
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