L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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BIBLIOGRAFIA

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di Boemondo a Canosa, l’A. procede passo passo
in ogni angolo dell’ Italia 'meridionale, visitando co-
struzioni di principi e vescovi normanni, forme archi-
tettoniche cluniacensi e cistercensi, la chiesa normanna
di San Niccolò a Bari. Si potrà dissentire in qualche
particolare dall’A., per esempio là dove col Dobbert
vede forme toscane in quelle dell’esterno della catte-
drale di Troia, e non piuttosto simiglianze derivate
da comune fondo artistico bizantino. Ma è la prima
volta che i numerosi monumenti della dominazione
normanna sono stati studiati nei loro diversi elementi,
analizzati e comparati. Con la stessa diligenza, l’A.,
esamina le opere in bronzo e in avorio che adornano
quei monumenti, la mobiglia delle chiese in metallo,
in legno e in marmo, la scultura monumentale, i pa-
vimenti istoriati del xii secolo in Calabria e nell’Apulia,
i mosaici arabo-siculi nella Campania.

Il quarto libro comprende lo studio dell’arte nei
paesi di montagna del Molise, della Basilicata, degli
Abruzzi. I lavori precedenti dello Schulz, del Bindi
e di altri prendono qui pure d’un tratto una nuova
vita nel rimaneggiamento del Bertaux, che sa sempre
misurare, classificare, disporre ogni cosa al suo posto
nella storia.

Il quinto libro discorre compiutamente dell’arte cam-
pana e pugliese al tempo di Federigo II: nella prima
parte, dell’arte provinciale ; nella seconda, dell’arte im-
periale. Questa è illustrata particolarmente con somma
cura ; e la meraviglia di Castel del Monte, la gran
mole di architettura francese, si illumina tutta per le
ricerche dell’A. Al Castello egli associa il nome di
Niccolò di Pietro d’Apulia, conosciuto come Nicola
Pisano, sostenendo la tesi giustissima della sua ori-
gine pugliese con argomenti forse troppo sottili.

Ci ^allegriamo infine che Emilio Bertaux, vissuto
tra noi in fraterna comunione con artisti, letterati, sto-
riografi, ci abbia fatto il gran dono d’un libro che farà
visitare e amare il regno magnifico dell’arte medio-
evale del mezzogiorno. La scienza storica, arricchita
per i molti nuovi elementi profusi a piene mani del
Bertaux, ha fatto un immenso progresso; e l’arte della
regione meridionale che pareva staccata o quasi da
quella delle altre regioni italiane, ed anche più umile
e scarsa, si dimostra sempre più la fonte copiosa di
bellezze, dalla quale esci il genio di Nicola d’Apulia.

A. Venturi.

Gli avori dei musei profano e sacro della Bi-
blioteca Vaticana, pubblicati per cura della
Biblioteca medesima con introduzione e ca-
talogo del bar. Rodolfo Kanzler. Roma,
Officina Danesi, 1902.

Della grande pubblicazione sopra le collezioni arti-
stiche, archeologiche e numismatiche dei palazzi apo-
stolici, ordinata dal defunto pontefice Leone XIII, è

apparso recentemente il primo volume, dedicato agli
avori dei musei profano e sacro.

La redazione di questa parte dell’opera, dapprima
affidata al compianto Enrico Stevenson, venne, dopo
la morte del giovane archeologo, curata ed eseguita
dall’attuale direttore del museo profano della Biblio-
teca Vaticana, il barone Rodolfo Kanzler.

Il chiaro A. espone in una breve introduzione la
storia delle due raccolte di avori, profana e sacra, for-
mate con i nuclei Carpegna, Buonarroti e Vettori, e
con gli acquisti fatti dai pontefici Pio VII, Gregorio XVI
e Pio IX. Nell’indice delle tavole sono raccolti alcuni
rapidi cenni intorno all’età delle opere riprodotte, il
significato delle loro rappresentazioni, le misure e lo
stato di conservazione di esse.

Le grandi e belle tavole in fototipia, riproducenti
gli originali, quasi sempre in grandezza naturale, for-
mano la parte più utile dell’opera ; di esse diciotto sono
dedicate agli avori del museo sacro e ventisette a quelli
del profano.

Dobbiamo riconoscere che l’aspettativa degli stu-
diosi per questa notevole pubblicazione, venne larga-
mente appagata per ciò che riguarda il numero ed il
pregio delle riproduzioni, condotte in guisa da sosti-
tuire perfettamente l’originale.

Avremmo tuttavia desiderato che una pubblicazione
di questa importanza, condotta sotto gli auspici e l’au-
torità della Biblioteca Vaticana, non fosse rimasta priva
del necessario complemento di un ampio catalogo ra-
gionato. Il pregio e la notorietà di alcuni fra gli avori
vaticani ha dato occasione in questi ultimi anni a molte
ricerche ed a molti studi o espressamente ad essi de-
dicati o raccolti in opere di carattere più generale.
Sulla scorta di questo materiale bibliografico non sa-
rebbe stato difficile esporre le cognizioni che oggi pos-
sediamo, almeno intorno ai saggi più notevoli della
collezione, esaminare quelli non ancora considerati, in
guisa da corredare questo primo volume della grande
opera di tutti gli elementi atti ad accrescerne ed a
renderne duratura l’utilità.

Così non possiamo del tutto lodare il criterio se-
guito dall’A. nel disporre il materiale fototipico in
quello stesso ordine che gli originali hanno attualmente
nelle rispettive collezioni. Queste, nella loro maggior
parte, conservano ancora l’antico ed accidentale ordi-
namento determinato dalla successione degli acquisti
e però crediamo che l’A. avrebbe fatto opera feconda
di pratici vantaggi, se, anziché attenersi ad esso, avesse
dato al materiale riprodotto una sistemazione ispirata
ad intenti rigorosamente scientifici. Così non avremmo
dovuto deplorare in questa pregevole pubblicazione la
mancanza di nesso cronologico e stilistico e l’incon-
veniente, che più volte si ripete, di vedere associate
in una medesima tavola, le riproduzioni di opere per
età e per scuola molto lontane fra loro. Come avviene,
ad esempio, nella tavola n. Ili, che mostra insieme
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