L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

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PLORIAN /UBARU

Bellori (1791). La composizione era concepita in modo da fare un tutto con la decorazione
architettonica ad opus sedile, che rivestiva il tamburo della cupola portato da dodici arcate,
e in cui si aprivano dodici finestre. Figurava un elegante padiglione circolare la cui membratura
fortemente rilevata si componeva di dodici montanti che si riunivano al centro della volta.
Perchè la composizione fosse più leggera e si elevasse in prospettiva, il padiglione sorgeva
al di là d’una zona acquatica, formante fregio, che era animata da una moltitudine di genietti
che si sollazzavano, pescavano, vagavano tra gli uccelli. A sostegno dei dodici montanti
stavan delle cariatidi. fiancheggiate da tigri e pantere bacchiche, e le cariatidi sollevando
delle volute determinavano una zona di nicchie aperte sulla campagna: dalle aperture si
vedevan delle scene di tre o quattro personaggi concepiti in quella forma calma e idillica
che caratterizza l’arte ellenistica. Nella zona superiore il padiglione aveva il suo montante
scolpito in triplice figurina, e nello spazio intermedio, delle cartelle in rilievo dove si alternavano
baccanti con satiri e altre figure. La zona vicina al centro era semplice e senza figure. Le
divèrse zone erano così sempre meno cariche di ornamenti in modo da togliere ogni pesantezza

Musaico della cupola di Santa Costanza
Disegno di Francesco d’ Olanda (Madrid Escuriale)

alla volta della cupola, con quella decorazione d’una leggerezza progressiva. Le scene con
persone non son qui che un abbellimento accessorio ; la disposizione dei compartimenti e
delle zone mostra che anzitutto si è mirato a un effetto architettonico.

Cosa rappresentano queste scene ? A. Fulvio al principio del xvi secolo vi vedeva un
ciclo di gesta di Bacco, ma già da allora, come egli scrive, quelle scene « andavano scom-
parendo, consumate dalla vetustà.» 1 Alla fine del secolo, nel 1594, Pomponio Ugonio
« contrariamente all’opinione accolta, considerava quei musaici come cristiani » 2 egli vedeva
nei giuochi acquatici della zona inferiore dei personaggi vestiti con abiti sacri, e vi sospettava
delle rappresentazioni storiche. Non c’è da meravigliarsi ch’egli abbia visto nelle grandi
scene della riva dei personaggi « vestiti d’abiti d’eremiti, ma di colore tuttavia » o anche
«col vestito con cui si dipingevano i santi nell’antichità».

L’incisione di Ciampini fu eseguita molto tempo dopo che il musaico fu distrutto nel 1620;
il disegno di Bartolini così riprodotto, era fatto non dall’originale, ma secondo un documento

1 Antiquità di Roma, 1527, pag. 17. tore pubblica in questo luogo i principali passi della

2 Muntz, Revue archéol., juin 1878, pag. 357; l’au- relazione manoscritta di Pomponio Ugonio.
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