L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 23.1920

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GIAN (ri ORCIO Z0RZ1

che non guardava a spesa niuna, onde la sua casa
in Vicenza era piena e di tante varie cose adorna
che era uno stupore». Nel testamento, l'artista
disponeva di queste sue cose lasciando, tra l'altro,
al figlio Elio un quadro // ritratto nello specchio
del Parmigianino, venduto poscia col mezzo di
Andrea Palladio ad Alessandro Vittoria 1 ed ora
conservato al Belvedere di Vienna, e al figlio
naturale Marcantonio « per sua cautione di 500
scudi tutti i suoi marmi cioè statue, teste ed altre
cose simili, cossi antiche come moderne et tutte
quelle che sono di bronzo et altro metallo e cosi
di gesso grandi e piccole, e di altre misture le
quali si trovano nel suo studio».2 Di tutte le an-
tichità da lui possedute, tra cui si compiace di
nominare parecchi disegni « nei suoi libri et al-
trove et maxime il disegno della CoIona di Tra-
yano », egli voleva si facesse per opera, dei suoi
esecutori testamentari, i canonici vicentini Giro-
lamo Gualdo e Girolamo Ziliotto, un pubblico
inventario e determinava che in termine di tre
anni dopo la sua morte ogni cosa fosse venduta
« ad pretio conveniente ». Invece tutto fu ven-
duto per appena 470 ducati al cardinale Cristo-
fero Madruzzo, il quale scrivendo al suo amico
Lodovico Chiericati che nella faccenda gli era
giovato da intermediario, dichiarava che quelle
«anticaglie» gli erano giunte fino dall'1 1 feb-
braio 1547. 3 Ma non sappiamo dove mai il
celebrato Studio sia andato a finire dopo essere

1 Nella Commissaria Vittoria M. S. all'Archivio di Stato
di Venezia è raccontato questo trapasso. <t II 14 gennaio
1560 Alessandro Vittoria comperò da messer Andrea Pai
ladio architetto il ritratto nello specchio del Parmigiano,
e ne sborsò il denaro, presenti Francesco Pisani, il Reve-
rendissimo pre Antonio da Montagnana, maestro Paolo
Marangon Vicentino e Bernardino servitore del Pisani,
li quali erano a tavola. Questo ritratto il Palladio glielo
diede per Commissione del signor Elio Belli, dottore in me-
dicina Vicentino, figlio di Messere Valerio, intagliatore di
corniole e di ci istalli eccellente; il quale ritratto dal Vit-
toria nel suo testamento, in lasciato all'Imperatore Ro-
dolfo, dicendovi che da questo e da suo padre Massimiliano
" era stato desiderato tanto tempo,,».

2 Archivio Notarile di Vicenza, notaio Piacentini Bor-
tolo, testamento di Valerio Belli, 1546, 28 giugno, ripor-
tato dal Cabianca in nota al suo lavoro Di Valerio Vi-
centino intagliatore di cristallo, pag. 52 e segg.

3 Vedi nostro lavoro Di alcuni documenti inediti sul Con-
cilio di Trento pubblicato in Archivio Trentino, anno XXIV,
fase. Ili, IV doc. II, lettera del cardinale ili Trento a
Lodovico Chiericati di tale data (Vedasi inoltre il prece-
dente articolo Come lo studio di Valerio Belli trasmigrò a
Trento, pubblicato suU'Artc del luglio-agosto 1915).

stato a Trento, dal momento che al museo di
quella città non si conservano che due placchettc
di dubbia appartenenza del Belli.1

* * *

In questa dispersione di opere del grande artista
vicentino, singolare giovamento ci han procurato-
coloro i quali, con pazienza veramente encomia
bile, hanno proceduto alla raccolta delle opere
disperse, catalogandole schematicamente, descri-
vendole, illustrandole talvolta con riuscite ripro-
duzioni fotografiche. Prima il Marictte,2 poi il
Molinier 3 e infine il Hode per il solo Museo im-
periale di Berlino * ci hanno procurato notizie
abbondanti di opere del Belli, in particolare
placchette e bronzi, mediante l'esame delle quali
ci è possibile formulare un giudizio sull'arte sua.
Ed essendoci proposti di stare il più possibile lon-
tani da troppo facili ma ingiustificati entusiasmi
campanilistici, come sembra che fossero presi i
nostri buoni padri, dal Marzari,' al Meneghelli fl
e al Cabianca, 7 non possiamo che riconoscere ve-
rissima la critica fatta dal Vasari, dal Mariette 8
e dal Molinier 9 al nostro artista. Basta osservare
le opere sue per convincersi che « se la natura
avesse fatto così buon maestro Valerio di disegno,
come ella lo fece eccellentissimo nello intaglio e
diligente e pazientissimo rei condur l'opere sue,
da che fu tanto espedito, avrebbe passato di gran
lunga gli antichi, come gli paragonò ». Come ab-
biamo avuto più volte occasione di dire, egli nel-
l'incisione dei suoi cristalli si servì di disegni altrui,
fossero questi o di Michelangelo o di Raffaello,
o il disegno della Colonna Traiana, o quegli altri
ciré egli conservava 0 nei suoi libri et altrove ».
Anche quando aveva intenzione d'incidere .sulla
cassetta di Clemente VII il ritratto del Papa egli
pregava che Sua Santità si facesse ritrarre in

1 Ce ne comunica l'esistenza il dott. L. Oberziner della
Biblioteca ili Trento.

2 Mariette, Traiti des pierres gravecs, Paris, 1750.

3 E. Molinier, Les plaquettes. Catalogne raisonné (in
lììbliotlrèquc Internationale de l'art. Les bronzes de la renais-
sances), Paris, Iules Rouam, 1886, voi. I, p. 189-212.

* Wilhelm Boni:, Kànigliche Museen tu Berlin, Beschrei-
bung der Bildwerke dei- Christlichen Epochen, Band II.
Die Italienischen Bronzea, Berlin 1904, Reimer, in 40.

5 Marzari Francesco, Historia di Vicenza, parte II,
p. 171.

6 Menegheli.i Antonio, Valerio Belli (nella Strenna
Veneta per l'anno 1839). Venezia, Tipografia Alvisopoli.

7 Cabianca Iacopo, op. cit.

8 Mariette, op. cit. -

9 Molinier, op. cit.
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