L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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ADOLFO VENTURI

predella, dov'egli tende a portar gli oggetti su piani accostati dalla prospettiva, perchè più
ampia si stenda e continua la superficie colorata, e le tinte, giustapponendosi, creino im-
mediate armonie. Non è, davanti al nostro sguardo, la variopinta lastra della Battaglia
di Sant'Egidio nella Galleria Nazionale di Londra, con la multiforme ricchezza di tinte
composta da armature e tube acciaio e oro, pennoni azzurri crocesegnati in rosso, rossi
crocesegnati d'azzurro, piume bianche e nere, palle d'oro d'arancie tra rose vermiglie:
due sole qui le immagini, variata appena di verde cupo d'erba, di verde dorato d'alberi

Fig. 2. — Pesellino : Ultimi giorni di David. Galleria di Le Mans.

la tinta chiara delle colline e delle rocce, tenera trasparente la gamma delle tinte, delizia
di bianchi, di pallidi rosa, di verdi dorati dalla luce, in cui si palesa l'eredità del limpido
colore di Beato Angelico. Un commesso di puri marmi translucidi succede all'intarsio dei
vividi legni colorati di Paolo Uccello. Ma come semplici e vasti si offrono all'espansione
del colore, i bianchi corpi dei cavalli, impietriti nel salto proprio come in qualche battaglia
di Paolo Uccello, teso uno di profilo, l'altro fissato con monumentale massività di forme
nel rapido scorcio! In questa predella, il miniaturistico Pesellino rivela una potenza di
sintesi insospettata, se pur non rinunci a delincare le frange d'oro che orlano come
lucenti ciglia il lembo di prato così armoniosamente arcuato, sola linea di movimento
nella composizione perfettamente statica, dove le forme appaiono come imprigionate
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