L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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Quadro sconosciuto di Timoteo della Vite

Nella pinacoteca di Gubbio, attribuito a Girolamo Gcnga, è un quadro del com-
pagno di questo maestro nelle pitture della cappella Arrivabene nel duomo d'Urbino, e
cioè del conterraneo di Raffaello, Timoteo. Il quadro, largo e basso, figura una scena di
Baccanali (fig. i): donne suonatrici di cembalo e di flauto, un fauno danzante, Sileno
sull'asino, il carro d'Arianna circondato da canefore e tratto da due grottesche pantere,
due putti trombettieri sopra le belve sacre a Bacco: il tutto raccolto in una composi-

Fig. i. — Timoteo della Vite: Baccanale. Museo Civico di Gubbio.

zione meccanica, dove la linea si sviluppa prevalentemente, come nel Noli me tangere
di Cagli, ad angoli retti, per l'angolarità monotona dei gesti, delle molte braccia pie-
gate al gomito, con lignea durezza d'articolazioni, atteggiamenti da fantocci automatici
in rassegna entro qualche vetrina di chincagliere. La scena bacchica è di una sor-
prendente ingenuità, con le sue Baccanti dai volti vezzosetti, levigati e dolciastri, i
genii dall'apparenza di cherubini, Arianna che sembra piantarsi in vetta al capo la
corona, come un arbusto nella terra, le grasse tigri bonarie, il panierino con le serpi,
presso cui piroetta il Satiro danzante. 11 soggetto era inadatto al mite pittore uscito
dalla scuola del Francia, ma anche l'arte sua, immiserita, perduta l'antica naturale
spontaneità, finiva, dissanguandosi.

Chi più gode, in questo quadro verdognolo e fosco, il lieto splendore dei colori nelle
vetrate d'Urbino, la grazia pacata e raccolta delle figure ben adorne dai riccioli a spira
o dalle ciocche lente della chioma, rispccchianti il sentimento devoto, la coloristica ric-
chezza del Francia? E come lontane appaiono le ingenue e fiorite rappresentazioni delle
maioliche timoteesche, dove Orfeo ed Euridice, Euridice e Aristeo, bambolette agghin-

L'Arte. XXVII, 4.
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