L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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SERGIO ORTOLANI

è tutt'uno per questo scompaginatore ed eversore di cosmi. Ora l'elementarità di tale
dramma sempre più lo portava ad esaltare i valori, trascurando ogni ricchezza cromatica;
così la linea pittorica s'identifica con la luce: essa propone e dispone, è moto, è colore, è
forma: è baleno. Guarda il S. Marco che cura gli appestati. Qui tutti gli elementi ci sono:
titanismo michelangiolesco, chiaroscuro monocromo, scorci e grafismi accademici, fughe
e scappate di luce per grandi « glissades » vertiginose sulle masse pesanti e quasi informi
nel buio (De Pyles); ma c'è il brulicare inesausto del colore per sprazzi, spunti, plaghe
emergenti; e la linea tracciata con la punta del pennello succoso sfugge, preme, assottiglia,
sbalza, incava, scrive la musica profonda del sentimento e del carattere psicologico; e
il fantastico alone che sbalza le teste aggiunge i suoi fosfori al pullulio energetico di
questo fervere tortuoso e stellare.

Infine, nelle scene più fantastiche di San Rocco, ogni elemento si fonde nella notte
senza tempo e ancóra l'accentuazione luminosa allucciola, sola, la scena. È la gran pa-
gina di fiammelle e di fosfori, in cui passano le spettrali visioni del dramma cristiano.
Non diverso, con l'irruenza dantesca in cui si risolve l'enfasi della creazione filosofica che
lo spirito compone del reale, ritrovando come ultima conquista Iddio, cantava la dualità
universale Tomaso Campanella:

Partite in due adunque i vostri accenti,
magnifici elementi, cielo e terra,
dalla cui guerra poi nasce ogni misto,
ch'ha Dio provvisto;

Dio ha provvisto che l'un porti il giorno,
l'altro la notte, intorno raggirando,
manifestando il creator sovrano

di mano in mano.

Di mano in mano, voi, tenebre e luce,
cantate il sommo duce, e voi, quiete
e moto, avete parte in tanto carme,

per più svegliarme.

Per più svegliarme, raro e denso, estreme
tempre, mentre uno teme e l'altro spera,
prendete sfera di sorti diverse

e cause avverse.

Così la « natura » ricercata dagli scienziati con l'affanno drammatico d'una spontanea
generazione, si riconnetteva a Dio nella rinata passione cristiana che ormai sferrava la
Contro-Riforma. E il nuovo linguaggio dell'arte e della poesia, questo non porre ma pro-
porre, questo darti il riverbero perchè tu veda il baleno, questo includere te esterno nella
creazione, come un attore del mondo in congestione, questo scinderti nel cozzo di due
forze, partecipando al cristiano dramma universale, è la grandezza di Tintoretto che
apre con la sua furia di movimento la realtà romantica dello spirito. Incompleta la sua
espressione, ma sì che noi possiamo dirne anche l'ultima parola; incompleta tuttavia: troppo
apocalittica per divenire popolare; infatti essa si trita e sperde nel lameggiare freddo delle
scene bassanesche. Il popolo non udiva che gli echi di questa musica oltremondana
e voleva, sensualissimo, se pur risolta nel gioco dualistico del suo tormento sentimentale,
la plastica materia, la realtà brutale e quotidiana, dove lo spirito s'appagava dei velli-
camenti superficiali delle stoffe e degli ori, per quel gusto di signore impacchianito che
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