L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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UN RITRATTO IGNORATO DI PIETRO PERUGINO A NAPOLI 145

fetto coloristico che in quella del codice napoletano, lo stesso morbido ampio model-
lare, la stessa manifesta predilezione per le ombre tenui, quasi violacee, che s'insinuano
sopra le palpebre, la stessa illuminazione dell'iride imbevuta di luce, la stessa carezza
sui capelli filati, lo stesso segno e il medesimo generale incantamento.

In Piero de' Medici c'è un'accentuazione di finezze negli occhi castanei che vi fis-
sano dolcemente dalle iridi trasparenti, in cui la luce filtrando individua la sostanza
cromatica, solo con due tocchi di giallo sporco, con due piccole chiazze di frequente
visibili negli occhi perugineschi.

Messo accanto al delizioso ritrattino di adolescente nella Galleria degli Uffizi vi
si accomuna per una compiuta uguale espressione di colore, per lo stesso sentimenta-
lismo pacato.

Sola differenza: una minore intensità delle ombre bronzee che danno così calda tona-
lità alle creazioni peruginesche, specie a quelle in cui invece della tempera il maestro
usa la pura pittura ad olio: ad esempio nel mirabile Ritratto di gentiluomo (Galleria Uffizi),
già attribuito a Lorenzo di Credi, e recentemente da Adolfo Venturi rivendicato al
Nostro; nella squisita, dolce Maddalenina della Galleria Pitti e nella mirabile Visione
di San Bernardo della Galleria di Monaco.

A questa corona di opere eccezionali di Pietro Perugino aggiungiamo questo nuovo
gioiello.

Costanza Lorenzetti.

L'Arte. XXVII,

iu.
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