L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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DEFENDENTE FERRARI DA CHIVASSO

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fondissime le impronte, rivelando però minor
plasticità di esecuzione e minor capacità di sin-
tesi.

La sua deficenza di senso formale e prospettico
può chiaramente vedersi in due particolari del
quadro: nel gruppo superiore dell'Assunzione e
nei due santi laterali in basso. 11 S. Martirio e il
S. Giovanni sono posti sopra una specie di palco
rialzato, che li porta verso l'avampiano, lasciando
scostati verso il fondo gli apostoli intorno alla
tomba; o meglio: tale è l'intento del pittore, ma
l'effetto è assolutamente mancato; all'occhio di
chi riguarda tutte le figure paiono poste allo stesso
piano, e dello sforzo prospettico del pittore non
rimane che l'ir.azionale rapporto di proporzioni
fra i grandi santi e i piccoli apostoli. Lo stesso di-
casi della parte superiore della tavola, dov'egli
ha voluto modificare lo schema gotico tradizionale
dell'Assunzione, disponendo gli angeli intorno
alla Vergine, anziché a corona, a guisa di trono.
Se la profondità è in t;d modo ricercata, e in ciò
si scorge l'influsso del maestro, non è però alfatto
ottenuto, e l'Assunta par ritta di fronte colle
membra raccorciate, invece che seduta.

Più tardi in un'altra. Assunta del Museo Leone
di Vercelli, che il Weber vorrebbe di scuola, ma
ch'io non esito a credere di mano di Defendente,
egli, tralasciato ogni tentativo di suggerire la pro-
fondità, trova la bellezza della sua visione com-
pletamente piatta e senza volume, nella bellezza
del contorno della figura centrale e della corona
di angeli e nello stacco netto delle ligure più scure
dal fondo chiaro, glauco intenso, appena lieve-
mente striato dì bianco, che produce un effetto
d'acqua, liquido, leggero, fantastico. Escludendo
le preoccupazioni formali e usando come mezzo di
espressione il colore e la linea, Defendente rag-
giunge maggior altezza di attuazione estetica.

Per questa ragione nell''Assunta di Ciriè più
interessanti della tavola centrale sono i due scom-
partì di predella, raffiguranti la Morte e il Trasporto
della Vergine. Quivi Defendente si abbandona
alla sua capacità estrema d'impressione diretta,
immediata delle cose, sciogliendosi da ogni astratta
ricerca di composizione e d'idealizzazione. Ha sa-
pore fiammingo, nella maniera di accostare i co-
lori e nella tendenza al particolarismo, l'interno
ove avviene la Morte della Vergine; è più lumini-
stico e più grandioso, perchè più sintetico, il Tra-
sporto. Un gruppo di soldati si stringe contro la
cornice; subito dopo si allunga il letto coperto
da un drappo giallo, su cui è stesa la bianca figura
della Vergine. In basso s'apre un vuoto buio, in
alto si stende una lingua stretta di cielo verde
chiaro che pare essa sola rivelare tutte le immagini
e illuminare tutta la scena. In nessun particolare

il pittore insiste: tutto è trattato ad impressione
e rivelato dal colore, dalla linea e dalla luce.

Diversamente questi elementi figurativi sono
interpretati nei due piccoli tondi'dell'Annuncia-
zione, posti in alto fra la cornice e l'arco della ta-
vola: delicati i colori e brillanti; segnati tutti i
particolari; filettate d'oro le ali; determinati a li-
neette luminose i capelli; manierato l'atteggia-
mento, che pone in risalto l'armonia del contorno.
Defendente qui ci appare come un miniatore che
accarezzi con delicato pennello le sue immagini
impersonali.

Fili da quest'opera dunque spuntano i più inte-
ressanti lati dell'arte defendentesca: il lato deco-
rativo e il lato luministico; ma essi sono ancora
frammentari e mescolati ad altri elementi impa-
rati e non sentiti, che permarranno ancora nella
sua produzione per parecchi anni.

Li ritroviamo sovrabbondanti ne l.a M ut/mi mi
delta Misericordia della Chiesa Parrocchiale della
stessa Ciriè (fig.. |) del isio. La Madonna è al
( (-litro con pesanti nubi marrone e teste d'angeli
rosso-opache ai piedi; che, contro l'usanza di De-
fendente, sono assolutamente sbagliate di tono.
Una spalliera ad intagli dorati si drizza dietro la
N'ergine e alla sua estremità in alto il Padre Ktcrno
si china di scorcio a porle in capo una corona.
Quindi a destra e a sinistra si dispongono simmetri-
camente un angelo e un santo e, formando un
ovale che accompagna il girar della cornice, si
dipartono due schiere di beati, che si fanno sempre
più grandi verso il basso. I.a loro disposizione tra-
disce l'intento di ottenere un ch'etto prospettico,
come quello che già ebbi a notare a proposito del-
l'Assunta del 151(1; ma anche qui il risultato è ne-
gativo per l'assenza di rilievo delle figure e per il
rapporto sproporzionato, che turba l'arretrare dei
piani, fra la grandezza della Madonna e la picco-
lezza delle figure a lei più vicine. Le nubi, le teste
d'angelo rosse, senza luce, il manto azzurro a
striature più chiare, senza contrapposto d'ombre,
grosse e prive di morbidezza, l'atteggiamento
disarmonico della Madonna, formano un insieme
completamente stonato. Qua e là alcuni partico-
lari s'illumiliano di bellezza: sono belli per ragioni
diverse i due primi ritratti di donna in basso a de-
stra, il paggio della schiera sinistra e i due angeli
che reggono il manto della Madonna. I due profili
femminili sono tipicamente lombardi: sobrii, a
linee sintetiche e continuate, bene impostati e ca-
ratterizzati con morbidezza di chiaroscuro. Ad
essi fanno riscontro i due sacerdoti a capo scoperto
di sinistra. La loro verità severa contrasta con l'e-
leganza piacevolmente superficiale degli angeli e
del paggio. Non ha qui Defendente voluto caratte-
rizzare dei tipi, ma lasciare libero campo al suo

L'Arte. XXVII, 28.
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