L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 27.1924

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DEFENDENTE FERRARI DA C HIV ASSO

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fatto nell'insieme, solo giocando sn qualche parti- teca di Torino (fig. 2 2) dietro la Madonna, disegnata
colare. Nella mente di chi ha visto parecchie linearmente, cerca di profilarsi in prospettiva una
di queste ancone, le diverse rappresentazioni si architettura bramantesca; ma un drappo d'oro
sovrappongono e si fondono in un'unica impres- viene ad interrompere irrimediabilmente colla sua
sione, fatta di azzurro e di dorature, di figure in- lucidezza, incapace di prendere sfumature o chiaro-
corporee ed eleganti con strani luccichii bianchi scuro, lo sfuggire dei piani. E gotico nel pannello
negli occhi miti, con sfumature rosate nelle carni, destro il movimento contorto dell'Arcangelo che
con vivaci colori nelle vesti. E la monotonia ripe- uccide il drago, dove il pittore ha visto non la forza
tentesi della composizione nell'ondeggiare del vigorosa che trionfa e domina, ma un gioco coni-

Fig. 21. — Torino, Museo Civico.
Defendente Ferrari: San Girolamo. (Fot. Dall'Armi).

ricordo aggiunge un fascino di pili alla sua astret-
tezza decorativa. Ma se dall'impressione vaga
scendiamo all'analisi critica particolare, troviamo
fra questi trittici diversità che ne cambiano il
grado di valore.

Vicini più d'ogni altro fra di loro sono il trit-
tico della Pinacoteca di Torino e quello del Museo
Leone di Vercelli. Essi presentano di fronte alle
ultime opere esaminate un'accentuazione lineare
ad effetto decorativo; ma non mancano del tutto
di elementi figurativi, provenienti da scuole di-
verse ed accostati senza fusione, che ne impedi-
scono una sintesi piena. Nel trittico della Pinaco-

pinato di linee, ed è intepretato con profondità
di disegno il profilo del donatore presentato da
S. Barbara nel pannello sinistro. Sintetica e vi-
gorosa ne è l'espressione, sentito il rilievo; e la
linea non vi è un'astrazione docile ad interpre-
tare i ritmi della fantasia dell'artista, ma è surbo-
dinata alla limitazione dei piani. Ma sopratutto
pregevole nel trittico è la colorazione; il pittore
vi cerca una sinfonia di toni verde-blu pre-
dominanti, sottolineati da toni rosati e rossi,
che si ritrovano molto simili nel trittico di Ver-
celli.

Nulla di essenziale è qui mutato di fronte al primo;
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