L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIULIA SINIBALDI

di modellato è squisitamente accordato il libro sottile con grandi pagine bianche. Un
nastro azzurro canta sul bianco del sacco, un libriccino è delicatamente posato sul gra-
dino; e l'uno è suggerito da amore di colore, l'altro da raffinato equilibrio compositivo:
nulla che non sia necessario nell'unità mirabilmente semplice della scena.

La tavola dei quattro santi (fìg. 12)1 ha la sua data, tra le gambe dell'arcangelo Mi-
chele: 1528. Grandi figure, nelle quali il pittore sfoggia tutta la sua bravura. Con rapidità

Fig. 13. — Andrea del Sarto: Autoritratto. Firenze, Galleria Pitti.
(Fot. Anderson).

sicurissima, a grandi pennellate pastose, egli ci dà la modellatura di lontananza, senza
bisogno di ricorrere più a velature, per renderla fusa. Il colore acquista una generale
tonalità rosata, che avrà larga fortuna nel cinquecento fiorentino. Magnifico è il verde
intenso del piviale di San Bernardo, con la larga fascia d'oro istoriata e la frangia
d'oro. Dal Peschino deriva la figura di San Michele, la quale, però, con il suo forzato

1 Uffizi, sala VII, num. 8395. La tavola origi- il Bambino. T.a predella, che è opera di scuola, si
nanamente era divisa in due parti, là dove si vede conserva pure nello stesso luogo e porta il numero
l'aggiuntatura, e chiudeva, in basso, i due putti, 831)6. I-a tavola fu dipinta per i monaci di Val-
che si vedono agli Uffizi nella stessa sala col mi- lombrosa. (Vasari, ediz. cit., tomo V, pag. 46).
mero 8394 e, in alto, l'imagine di una Vergine con
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