L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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TAVOLETTA DI DOMENICO VENEZIANO

Oggi non restano di Domenico se non a Londra, nella Galleria Nazionale, i frammenti
guasti e ridipinti del tabernacolo a fresco, che era a Firenze, in sul canto de' Carnesecchi;
a Firenze, nella Galleria degli Uffizi, la tavola già in Santa Lucia de' Bardi (fig. i); e, a

Fig. i - Domenico Veneziano:
Tavola già a S. Lucia de'Bardi, ora nella Gali, degli Uffizi. (Fot. Alinari).

Firenze pure, il Battista e il San Francesco frescati in Santa Croce. A questo breve
elenco di opere, si sono aggiunte modernamente due tavolette della predella sottoposta
alla tavola già in Santa l ucia de' Bardi, e cioè il Martirio di Santa Lucia nel Museo
Federico a Berlino, e San Francesco e tic riceve le stimmate, trovato, da Roberto bonghi
presso l'antiquario Bòhler di Monaco. F noi crediamo d'aver avuto la gran ventura di
rintracciare la parte mediana e maggiore della predella, sotto il nome di Domenico Ghir-
landaio, nel Fitzwilliam Museum di Cambridge (fig. 2).'

1 La predella sottoposta all'ancona larga 111. 2,13, ghezza di 0,56. Quindi le parti della predella mi-

aveva la parte mediana, doppia t'elle altre parti, suravano: 0,56 |- 0,56 4- 0,56= 1,68. Mancavano a

larga 0,55 circa; le due parti laterali, divise in formare la larghezza del gradino sottoposto alla

due comparti di 0,28 (chè tale è la misura del pala d'altare ni. 0,45, comprese nella larghezza

Martirio di Santa Lucia e del 5. Francesco die delle sei divisorie delle parti della predella. Ogni

riceve le stimmate), formavano unitamente la lar- divisoiia era di 0,075 circa.
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