L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIULIA SINIBA Ll)l

con cui Antonio del Poliamolo segna i rilievi dei muscoli in tensione, snoda le falangi
delle mobili dita, determina la mirabile struttura d'ossa e di nervi delle caviglie, ren-
dendo nel contorno il valore della forma plastica, senza alcuna ricerca d'effetto pittorico.

Con una certa fiacchezza è, invece, disegnato il corpo del San Girolamo che ha i
fianchi e le gambe sproporzionate per la loro esilità, le mani tracciate incertamente.

Nel disegno, come nell'affresco, il pittore ha dato la massima attenzione al fondo,
non alla figura del santo, che è quasi un elemento del paese, secondo una concezione

del tutto pittorica. Ma la
m j, -*£"55B composizione nel disegno

-Aj jC ', è sviluppata in larghezza,

^ >*J£{ ■ ■« ..." nell'(affresco, invece, in

\'ì:t, \ ■■ J$ altezza. Secondo questa

"V * ' : J • - • diversa dimensione, all-

eile il nai-m' è divergo:
•>. ,•,V- ' '211 distese orizzontali sono

. t, . '■; ' .> •" *>3w date dalle acque, nel dise-

7 ""'SO* gnu, niellili' IleU'at'irex'o

■■ ->« tutto concorre all'a-cesa.

In pieno contrasto con la
tragica grandiosità della
- e e 11 a - o 11 < 11, : i l: ! 11 ; a - ' '
" - H di figurine e di animali;

ma più il pittori- guarnisce
«SBSft&'S^il l'aere te i disegno, con
i^SfflBHH^M^St' particolari finissimamente

disegnati, che oggi son

Fig. 2. - Pier Antonio Dei: quasi scomparsi, come son

Disegno nel Gabinetto delle Stampe agli Uffizi in Firenze. (piasi scomparse 1' om-

breggiatura e la lumeg-
giatura, che eran date ad acquerello. Lontano, a destra, si vedono quattro galee, le
mura di un castello, due torri. Sorgono sull'acqua le mura del castello, su arcate, e son
coronate da uno sporto su mensole. Le acque s'insinuano in un fiumicello tortuoso. Una
gazzella beve, un'altra corre al galoppo. Un leone sbrana non so che bestia. Presso l'orlo
inferiore del foglio, a destra, son disegnate due teste di leonesse urlanti. A sinistra, si
vedono un cavaliere su un cavallo inalberato e, più lontano, altri tre cavalieri, di dorso.
Una lepre fugge, inseguita da un cane, formando una sola lunga linea col corpo di questo.

Tutti questi particolari hanno il compito di guarnire la scena, non quello di cooperare
e di accordarsi in qualche modo con l'azione principale. Il miniatore si distrae, dimentica
la tragicità del suo soggetto, per compiacersi tutto delle sue figurine accessorie. Tuttavia,
nell'affresco una maggiore unità e un maggior senso tragico son dati dalla muraglia di
rocce, con le quali è messo in armonia — non soltanto per il suo colorito — il dissec-
cato corpo di San Girolamo che tiene con una mano la lunghissima asta di una croce.
Anche nel disegno è un'altissima croce, piantata davanti alle ginocchia del santo. Da
essa pende il Cristo, che si vede da tergo, e su cui sale e si fissa lo sguardo di San Girolamo.
Forse l'altezza della croce, misurata da quello sguardo, suggerì al pittore il diverso svi-
luppo che egli dette ali'affresco. 1

Giulia Sinibaldi.

1 II disegno, i cui contorni son tutti punteggiati e segni del.a A'. Galleria degli Uffizi in Firenze
c'ae è, come ho detto, molto sbiadito, è distinto con (Firenze, Leo S. Olscki editore, 1913, serie I, fase. 30),
il numero 10r e si trova riprodotto nell'opera / d - dove è da'O ad Antonio del Poliamolo.
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