L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ALESSANDRO TESTI RASPO NI

dell'antichissimo Monasterium sancii Iohannis ba-
plistae qui et Barbaciani che risale ai tempi di Galla
Placidia.

La chiesa ed i beni di San Barbaziano erano pas-
sati in possesso di Pomposa intorno al iooo, e vi
rimasero fino al 1188 quando per la transazione
avvenuta fra l'arcivescovo Gerardo e l'abate Wal-
fredo la chiesa fu ristituita alla Curia, ma i suoi beni
erano rimasti proprietà dei monaci pomposiani,
eccetto quei pochi dei quali avesse potuto in prece-
denza disporre l'arcivescovo. La lite transatta, era
incominciata però molti anni prima, verteva sul
riconoscimento di tutte le donazioni fatte dal-
l'arcivescovo Gebeardo e ci porta molto vicini
al tempo in cui l'antico San Lorenzo formoso
o in Panonia cambia il suo nome in quello San
Nazario.

La impoverita chiesa di San Barbaziano accolsi'
così o in un sacello annesso o in un altare la officia-
tura di San Lorenzo; pian piano l'ospite ricco
soppiantò il padrone povero, cosicché l'esiguo
patrimonio di San Barbaziano aveva già nel 1255
esulato ed era goduto dal rettore di Sant'Apolli-
nare in Veclo, nel 1286 da quello di Santa Maria in
Ceresio.

San Barbaziano perdute le sue rendite, andò
da allora sotto promiscuo nome, e la notizia del
Ferretti ci conferma che quello primitivo nella
seconda metà del secolo xvi non era ancora
perduto.

Pecembre ig.?4.

Alessandro Testi Raspony.
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