L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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BOLLETTINO BIBLIOGRAFICO

si attorciglia, si tende, creando morbidezza di carni, luci
di sguardi e di sorrisi; l'eleganza del bimbo adagiato in
terra, la grazia di due rotondi corpicini dalle braccia in-
trecciate all'amplesso, sono i particolari più belli in questo
foglio.

Gli studi di mani che sostengono un libro aperto n. 208,
209 sono splendidi esempi della delicatezza estrema con cui
il Maestro sapeva usare la punta d'argento.

E ancora molti altri autentici e meravigliosi disegni, quali
i numeri 230, 232, 236, 237, 234, 207 ecc., stanno a dimo-

studio per la Carità, ma ogni influsso artistico, fu, per il
Sanzio, nuovo elemento che egli fuse alla propria natura,
non sovrapposizione di arte ad arte.

Basti il confronto di questo volto d' angelo con il n. 226
(studio di angelo per la Teologia) per convincersi che qui ci
troviamo dinnanzi ad una vera opera del Buonarroti, il quale
con segno grasso e continuo, scolpisce sul foglio il volto di
un angelo erculeo, sul capo del quale la< hioma leonina di at-
torciglia in spire. Nel 226 invece, è morbidezza di sfumato
quasi leonardesco che elimina il segno, è insomma il tipo dei

Fig. 1. — Michelangelo: Disegno di una testa d'angelo a Londra
nel British Museum.

strare che la vera arte dell'Urbinate è ben conosciuta dal
Fischel, e perciò maggiormente ci sorprende la presenza
nella raccolta, che potrebbe essere preziosa, di troppi fogli
lontani dall'arte raffaellesca, nei quali dobbiamo ricono-
scere, ora copie o studi di autentiche opere di Raffaello,
ora lavori inidentificabili d'ignoti, poveri disegnatori, ora,
infine, disegni di altri artisti. È questo il caso del foglio
n. 229. Testa di Angelo. (Londra British Museum); il Fi-
schei rivendicandolo a Raffaello, lo identifica con l'an-
gelo della Poesia, e si spiega il forte accento michelangio-
lesco con il fascino che il Buonarroti esercitò sul dolce
maestro dell'Umbria.

L'influenza michelangiolesca, fu molto intesa da Raf-
faello, è vero, lo abbiamo osservato anche a proposito dello

putti raffaelleschi, in cui la grazia e non la forza domina.

La serie poi dei disegni che rifiutano l'attribuzione a Raf-
faello 0 ad altro grande maestro è, come ho detto, numerosa.

I fogli n. 204, 205 danno il retto e il retro di un disegno di
Osford, in cui sono rappresentati cinque putti di tipo raffael-
lesco, due dei quali, anzi, potrebbero, se isolati, trarre facil-
mente in errore; ma, osservando nello Studio per 5. Caterina,
la povertà del nudo angoloso, a linee incerte e spezzate, non
si esita a riconoscere falsa l'attribuzione. Alcuni disegni, qual
ad esempio il n. 200 e 201, appaiono studi meno che mediocri,
condotti su riproduzioni libere delle opere dell'Urbinate.

1 numeri 193,194,195 ci richiamano i già discussi 96, 97 ( 1):

fi) L'Arte, giugno 1922.
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