L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ARTE FERRARESE DEL RINASCIMENTO

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water di Londra e le tre Età di Dosso: uguale soggetto, visioni opposte: due capolavori.
Tiziano vive ancor tutto nel mondo romantico di Giorgione: il paese vasto e morbido, dove
le erbe sono velluti e le ombre s'addensano calde e le case traspaiono nell'alone d'oro
del sole che cade, il paese penetrato di fascino malinconico, rispecchia lo spirito delle
immagini umane, l'abbandono dei bimbi paffuti al sonno, l'incanto dei giovani, la tri-
stezza che incurva il vecchio, quasi a farlo rientrar nella terra. La forma umana vive
nel paese, che di lei si anima e sembra trasportarne lontano, graduata in una scala di
suoni che da note di estatica serenità trapassa grado per grado a note di assopita tri-
stezza, l'eco profonda. Il sogno del pittore s'incarna nei rotondi nudi dei bimbi, nelle fio-
renti immagini dei giovani, l'uomo ombra d'oro nell'ombra degli alberi, la pastorella
tipo di veneta bellezza bionda. Le immagini umane vivono nel paese e ne sono l'anima;
la bellezza dello sfondo vago, avvolto di brume di luce, trova in esse termine plastico,
forma definita.

Ma nell'opera di Dosso Dossi la figura più non raccoglie i sogni di un pittore avido di
plastica bellezza, più non riflette l'anima romantica dell'emulo di Giorgione: nel divam-
pante paese è solo una macchietta di luce, una scintilla aggiunta allo scoppiettìo di un
fuoco di bengala, un piccolo focolare di luci gemmee. Sotto un cespo di piante, due pastori
s'abbracciano, motivo che l'occhio nostro quasi non vede, tutto rapito dallo sfavillìo
delle vesti a strisce d'argento e di rubino, del turbante che circonda la testa della donna
di un alone fosforico, dei bioccoli d'argento delle capre: i due amanti, minuscoli, macchiette
perdute nello scenario fiammeggiante, hanno la stessa importanza del gregge: barbagli
di luci preziose in un giardino magico, in cui i fiori e le foglie mossi dal vento si mutano
in torrenti di fuso oro, le piante in prodigiose fontane d'aurei zampilli. La vecchiaia,
che parla nel quadro di Tiziano un linguaggio di triste abbandono, è qui rappresentata
da due figurine in colloquio, a fatica visibili nel boschetto incantato; l'infanzia, che ispira
a Tiziano un poema di grazia innocente, x>rende, nel quadro di Dosso Dossi, figura di due
monelli che dati La scalata a un ciglione e valgono sopratutto a completare con la vivacità
istantanea del moto l'impeto degli argini di terra crestati, degli alberi zampillanti, lo scop-
piettio di fiamme che invade la scena e la trasforma in un prodigioso spettacolo pirotecnico.

Dimentico del soggetto, il pittore esprime in questo sfolgorio di luci irreali, in
questo immenso braciere di cui le figure umane sono sparse faville, tutta la passione
ferrarese per lo splendore delle gemme e degli ori. La superficie smaltata dei quattrocentisti
si è fusa, le gemme che la componevano ardono in un fantastico scoppiettio di razzi
per tradurre il sogno luministico del pittore: la luce gorgoglia dappertutto, traverso la
verzura, in fiotti di rame e d'oro.

Adolfo Venturi
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