L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIUSEPPE DELOGU

Nelle altre regioni d'Italia, l'agonia del cinque-
centismo preparava già nuove forze e nuovi orien-
tamenti. Firenze, possiamo dire, rimase sorda alle
nuovi voci. Tranne nel Veneto ove le cose proce-

E tre correnti, come è stato osservato, basta-
rono in totale a tutto il secolo xvn offrendo in-
finite possibilità di sviluppi: la veneta, la carrac-
cesca, la caravaggesca.

Fig. 2 — Giovanni da San Giovanni: Cupola della cappella maggiore
della chiesa d'Ognissanti. (Fot. del Gabinetto fotografico delle Gallerie fiorentine).

devano al lume vivido della bella tradizione colo- I Caracci con la loro Accademia degli Incam-

ristica, ovunque un movimento ferveva per supe- minati bandirono il verbo dell'eclettismo; ed il

rare le stanchezze, le ripetizioni delle equivalenze loro neocinquecentismo accostava con un tenta-

del Cavalier d'Arpino, del Siciolante, di Muziano, tivo non sempre felice di fusione e con discutibili

di Bernardo Castello, di Lazzaro Tavarone, degli risultati d'unità stilistica e di originalità estetica

Zuccari, di Corenzio Santafede, di Santi di Tito. il plasticismo michelangiolesco, la spazialità raffael-
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