L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ADOLFO VENTURI

liscio, le vertebre; infonde il nerbo a quell'arco vivente come all'arco della coda del leone
di San Girolamo, nel quadro vaticano. Sono particolarità che il bronzo male riflette e
che bastano a mostrarci la mano stessa di Leonardo in questa forma tutta fremiti, dalle
fluide ciocche all'orlo del drappo, cadente lungo la gamba poggiata al disco di base con
la discontinuità lineare, il tremolìo proprio a tutti i contorni vinciani. Lo spirito dell'arte
di Leonardo è soprattutto nel movimento aereo delle ciocche, delle piume, dei drappi

Fig. il. — Particolare del paliotto citato.

nelle proporzioni della testa grande, con le guance turgide, nei gesti lievi delle mani
paffute, in contrasto con la schioccante forza di quel corpo di delfino che tutto si torce
nel tentativo di sgusciar dalle mani del genietto. Il creatore del putto disegnato sopra
un foglio degli Uffizi, già attribuito al Verrocchio, dei deliziosi schizzi di Gesù e Gio-
vannino per un'Adorazione dei pastori, il pittore che ha illuminato l'arte fiorentina del
Cinquecento con la malìa dei suoi misteriosi sorrisi, è tutto in questa figurina soave, nel-
l'incanto del sorriso fra malizioso e timido, che si diffonde per il volto e illumina i grandi
occhi, sorriso di rapimento, che esprime la gioia del moto, la delizia dell'abbandono alla
corrente aerea. Il bronzo fu certo curato sopra un modello di cera, replica della terra-
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