L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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SERGIO ORTOLANI

interrato su cui siede la Vergine, e la sacca lì per terra, e le erbe e il viottolo appena se-
gnato: tutte queste personae d'un'azione la cui causalità sfugge a chi contempla, pur
essendo altrettanto reale d'ogni altra, sembrano proporre nuove relazioni e dipendenze,
scoprire nello spirito nuove leggi e proporzioni della realtà. Savoldo ha inteso questa
presenza misteriosa e l'ha immaginata nella terra e nell'aria, oltre le cose e gli uomini
che non han per lui altro valore che di suoni o di parole: essa è quasi l'inafferrabile,
l'invisibile necessità d'un ritmo che conduca il loro coesistere, pur isolando le une
dagli altri. A questa reciproca e ignara dipendenza risponde in Savoldo una estrema
pacificazione spirituale e morale, una commossa e rinnovata cristianità, e un senso ro-
manzesco diverso assai dall'antico, anzi in tutto moderno. È il primo intùito dell'anima

Fig. 4. — G. G. Savoldo : Flautista. Londra, presso Agnew.

romantica: è ciò che noi vagamente chiamiamo non più « architettura » e « logica » ma
« musica », e che ci appare l'ulteriore geometria del sentimento e dell'intuizione umana.

* * *

Non varrebbe la pena di ripubblicare il bellissimo Flautista già appartenente al
conte Amherst edora agli antiquari Agnew di Londra1 (fig. 4), se non m'accadesse di
riconoscervi un tipico esempio di lottismo, prossimo assai alla tavola savoldesca di
Hampton Court, datata 1527, e al viaggio del bergamasco in Venezia, dove dipinse, in
quell'anno VAndrea Odoni. L'opera è sovratutto importante — oltre che per la caratteri-

1 D. Von Hadeln, Notes on Savoldo, in Art in America, 1925, febbraio.

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