L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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ADOLFO VENTURI

Ma un quadro misconosciuto deve aggiungersi al ciclo delle Pietà di Giambellino. La
pittura veneta del Rinascimento, che tesse nelle sale della Galleria di Dresda la sua mera-
vigliosa storia, dalla comparsa di Antonello da Messina a quelle di Giorgione, di Tiziano, di
Paolo Veronese, non ha dato un posto d'onore a questa creazione dello spirito più delicato

Giambellino : Cristo morto. Dresda, Museo di Stato.

e puro che abbia preso parte alla gran festa del Rinascimento veneto. Il quadretto ammira-
bile subito ci richiama la Pietà di Brera, per il suo gruppo di madre e figlio stretti tempia
contro tempia, ma è certo opera alquanto anteriore, come dimostrano l'intaglio marmoreo
dei lineamenti, la forma allungata delle immagini, le contrazioni del volto di Maria, simili
a quelle della Vergine piangente accanto al Crocefisso, nel quadro del Museo Correr. L'ombra
di morte scolpisce l'immagine di Cristo in una espressione di pace dolorosa, d'irrigidito
strazio: la bocca è socchiusa, nel cavo dilatato dell'orbita s'infossa l'occhio spento, le
labbra sono scavate come in pietra dura, con finezza di cammeo, e i cincinni bruno fulvi,
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