L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 28.1925

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GIUSTA NICCO

I gesti sono così una caricatura di gesti romani;
la disposizione è una caricatura del modo bizantino.
Nò l'artefice ebbe qualche sensibilità de! piano
su cui stendeva questi suoi bianchi. Non c'è nes-
sun rapporto di grandezza nò di forma tra la lu-
netta e i santi; per cui, essendo tutto il tempio
decorato secondo una visione piana, è grave l'of-
fesa di queste figure a cui manca proprio la capa"
cita di realizzarsi sul piano, che è motivo di emo-
zione estetica negli esempi osservati.

I.a peggior cosa si vede nel San Lorenzo (fin. 8), {
cui panni fanno svolazzi di capriccio sformando la

Fig. 7. — Madonna orante.
Santa Maria in l'orto - Ravenna.

proporzione della figura, togliendole qualsiasi senso.
Eppure (si direbbe un tiro della verità che vuol
rivelarsi ad ogni costo), a prova della insufficienza

incolmabile dei criteri critici basati sulla rappre-
sentazione del soggetto e su categorie intellettuali,
proprio questa scena è quella che più piace al
l)ield; il «piale vi vede tante cose di cui egli ha
stima, ed osa associarla nell'ammirazione ad una
altra scena di valore assai diverso.

Enumerando le bellezze di dalla Placidia, dopo
aver lodato l'abilità del decoratore nel disporre
figure in riscontro (e sono quelle a cui manca
proprio questa capacità di « mettersi in riscon-
tro ») dice: « là è un martire, che avanza colla
lunga croce sulle spalle, verso una graticola sotto
cui divampano fiamme, mentre a sinistra un ar-

madio aperto contiene i vangeli. 1 Questa gra-
ticola ini non mainano le fiamme e il vangelo
riparato in un armadio conquistano il cuore del
l)ielil, il (piale scopre, pieno di gioia, « le tendenze
nuove di un'arte che si prova a tradurre in
un modo realistico gli episodi della, vita di
Cristo e dei santi ». Per cui vede ancora « l'evo-
luzione verso lo stile storico», e questo musaico
è sicuramente una delle più belle creazioni del-
l'arte cristiana ».

Manca a Galla Placidia la grande unità del
battistero, o fosse un artista greco che volesse
impadronirsi delle forine romane, o viceversa
com'è probabile, o vi abbiano lavorato più persone
(on preparazione diversa. Nella mancanza di
monumenti ben conservati, questo mausoleo è
tuttavia col battistero l'unico che possa dare un
eltetto complessivo, ed è perciò fra i più annui
rati.

I.a piccolezza dell'edificio, la ricchezza degli
ornali, la bellezza calda dell'accordo di oro sul-
l'azzurro, dei pochi rossi e dei bianchi, la scarsa
luce preziosa, l'effetto di mistero, danno un'im-
pressione forte; e si gode molto in Galla Placidia.
Si possono ammirare gli ornamenti, perdercisi;
ina l'ordine generale è debole, non aggiunge nulla
a quello dato dalla costruzione; non v'è la gran-
dezza, del battistero. Siamo qui davanti ad una
falsa classicità della figura (falsa, perchè il musi-
cista ha visto delle figure classiche la posa, e la
riproduce malamente senza averla compresa) ed
al gusto del colore, staccati.

Manca una forte coscienza della composizione, e
genialità ordinatrice; scompare in alcuni tratti
la sensibilità del piano; non c'è quell'incontro fe-
lice tra classicismo ed orientalismo, e l'opera ha
minor individualità creativa, nonostante i pregi.

C'è tuttavia in Galla Placida una parte, che
per importanza e per bellezza va separata da tutto
il resto; il quadro del Buon Pastore quello che il
Diehl associava al San Lorenzo (fig. 9).

Tutti i commentatori lo lodano. — Si vede il
Cristo imberbe, « pari a un Apollo antico » di
tipo romano, ecc.

Non dicono chiaro se il valore di questo quadro
consiste in questa somiglianza; nel (piai caso vor-
rebbe dire che ci si contenta per l'arte bizantina
di molto poco, che sappia copiare benino quello
che altri hanno inventato. E conseguenza del-
l'averla ritenuta sempre inferiore; ed anche ora
non è fuori di tutela. Del resto, se i critici doves-
sero spiegare la somiglianza con Apollo, non po-
trebbero andare molto più in là di una assai re-
lativa somiglianza di tipo fisico.

1 Diehl, op. cit., pag. no.
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