Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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BULLETTMO ARCHEOLOGICO XAPOLITIXO.

NUOVA SERIE

N.° 25. (1. dell'anno II.) Luglio 1853.

Questioni pompeiane.—3. Topografìa del terreno, ove fu la Città di Pompei. — 4. Il tribunale della Basilica
quando, e da chi costruito.—5. L'Augusteum, la curia degli Augustales, il Chalcidicum, VaedesForlunae
Auguslae__6. I due Teatri. —7. Dell' edifiz-io dello Triibùs , e della voce Cùmbenniùs.—8. Tempio di Mer-
curio e Maia.—9. Si è rinvenuto finora alcuna cosa di Cristiana credenza in Pompei?

3. Topografia del terreno, ove fu la Città di Pompei.

E strana cosa il volere , che Pompei fosse una volta
sulle rive del mare : se Stratone medesimo, che ha
scritto di Ercolano, 'HpaxXsiov sxxsifxsvry ds t\y ficc-
Xa-rrccv azpav l'xov, di Pompei per lo contrario ci
avverte con Plinio che quell' emporio Ì7r!vsiov, di No-
la, di Nocera e di Acerra, era posto accanto al fiume
Sarno, adluenle Sarno amne (Plin. H. N. Ili, 5), sul
quale le venivano recate le merci di fuori, ed al quale
ella affidava le sue; come può slimarsi mai che fosse
collocala sulle spiagge del mare? 0 vogliamo noi sup-
porre che i Pompeiani con l'opportunità di un porto
sul mare, volessero invece trafficare sul fiume , che
non riceveva se non le minori barche , e con quello
stento che contro corrente ? Ricordo che per simil
caso l'imperalor Claudio fece un porto sul mare ad
Ostia , che ne era lontana ben tre miglia ( v. gli an-
notatori all'Ottavio di Minucio Felice p. 15. Lugd.
Bai. 1709. e Cluverio It. Ant. pag. 871 , segg. ).
Inoltre l'antica via, che da Capua metteva a Nocera,
le passava davanti ; e buone vestigia di antichi edifizii
diconsi veduti da altri su quel terreno appunto, che
stranamente si è da taluni detto essere stato mare pri-
ma dell' ultima mina di Pompei. Assai bene il Ro-
sini colloca qui le saline pompeiane (p. 30 Diss. I-
sag.), ma non credo lodevole il senso, che ci dà del-
la voce Maritima, o dei luoghi dei classici, che sem-
brano collocarla sul mare (ibid. p. 28.). DopoilSar^
no però la maremma faceva seno, sicché potè scrivere
Plinio il giovane, che stando Plinio suo zio in Stabia,
era diviso da Pompei per uq seno di mare, che vi cor-

AMUO 11.

rea tramezzo: Stabiis erat, dìremptus sinu medio; nani
sensim circumaclis curvalisque litloribus mare infun-
ditur (L. VI, ep. 16); e ne fan fede gli spessi alberi
di nave, che si vanno scavando di tratto in tratto nel
fondo Messigna ( vedi la relazione negli annali civili
di Napoli anno 1835 , 27. segg. cf. Capasso, Mcm,
Slorico-Arch. della penis. Sorrcnt. p. 6.). Il suolo di
oggi è elevalo un trentacinque palmi napolitani sull'an-
tico più basso, lo che ci fa appena intendere, che es-
sa era fabbricata una volta al ridosso di una collina,
e sul pendio in declivio,

Garrucci.

4. Il tribunale della Basilica quando, e da chi costruito.

Dall'opera laboriosa del sig.Mommsen, Iiiscr.Begni
Neap. lalinae, traggo la iscrizione segnata a n. 2202
per illustrarla convenientemente alla sua importanza,
ed alle cose pompeiane. In prima trovo non poche ine-
sattezze da emendare: dicesi « litt.palm.Rep.Pompeis
in basilica». Ma ad imaginarne un restauro è sopra
ogni altro necessario conoscere la vera dimensione delle
lettere ; e però non è detto bene di tutta la leggenda
che è lilteris palmaribm : poiché la prima linea ha let-
tere la metà più grandi delle quattro linee seguenti.
Alla POTEST • T nolo, che i T si elevano sulle altre
lettere, che l'I non si vede affatto sulla pietra, ove ap-
pena si scorge il principio della linea trasversale so-
prapposta, e l'apice della lettera sottoposta, dal quale
non si può in modo veruno argomentare se la linea che
manca era verticale od obliqua. Dopo il CAP del fram-
mento seguente non v'è spazio liscio, ma invece l'in-.

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