Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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BIILLETT1IV0 ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.

NUOVA SERIE

N? 27. (3. deir anno II.) Agosto 1853.

Culto della Venere in Pompei.—Come fu interrala Pompei. —Escavazioni di tempi diversi in Pompei.—II Pàusi-

lypoH di Mezia Edone sul lago Sabatino.— Giunta all'articolo il tribunale della Basilica pompeiana quando,
e da chi costruito.—Sul programma pompeiano di Giulia Felice.—Osservazioni all' articolo precedente.

Culto della Venere in Pompei. alle illustrazioni del giornale degli Scavi di Pompei

a p. VII, e ne ho da(a la mia lezione ancor io nelle

Se le colonie prendevano talvolta un appellativo Iscrizioni Antiche di Salerno p. 18. Se è così, ben

dalla divinità, che aveva ivi maggior culto, e così Sa- potoa d'uni Pompei Vcneris sedes, siccome Ercolano,

Iona denominossi Mania. (Orelli 218), e Squillace locus hcrculco nomine clarus, da Marziale (IV, 44). Il

Minervia (id. 136); la Venere dovrà dirsi la princi- qual classico luogo non trovo che alcun commenta-

pal dea dei Pompeiani, perocché Pompei prende da tore finora , nè altro scrittore delle cose pompeiane

lei l'appellazione di CO Lorna VENen'a CORnelia. abbia preso in questo suo verissimo senso. Tutti ci di-

Togliepoi il secondo nome dal dittatore, o dal nipo- cono, come il Rosini, che quel Vcneris sedes è inteso

te P. Cornelio Siila, che fu incaricato da lui della de- da Marziale de tota orientali plaga amoenissima quam

duzione, come i Ligures trasportati nel territorio tau- Venerìs sederti Marlialis rite appellai (Diss.Isag.p.93);

rasino dai Consoli Cornelio, e Bcbio, si denominaro- ove ciò fosse, Pompei non avrebbe meritato neanche

no Ligures Corneliani et Baebiani (v. ìe mie monu- un lamento fra le dolorose note del patetico epigram-

menla Reip. Lig. Baeb.), e Narbone si soprannominò ma , ove pur si piange Ercolano:
Marcius da L. Marcio Re (Zumpt, Conim. Epigr. Hic est pampincìs viridis modo Vesvius umbris :
p. 313 ). Presserai heic madidos nobilis uva lacus.

Non si può asserire, se questa Venus ottenesse il Hacc tuga, quam Nisae colles plus Bacchus amavil;
primo cullo tra i Pompeiani ancora oschi, o se vi Hoc nuper Salyri monte dedere choros.

fosse consecrata dalla colonia militare di Siila: comun- Haec Venerìs sedes, Lacedacmone gratior UH;
que ciò sia, ella vi fu onorala sotto l'appellativo di Hic locus Herculeo nomine clarus crai.

Venus Physica, e così singolare» e tanto celebre, che Cuncta iacenl (tammis et tristi mensa favilla,
indi ne ottenne il sopranome di Pompeiana, col qual Noe superi vellent hoc licuisse sibi.

solo distintivo caratteristico vedesi in Pompei mede- Alla Venere Preside di Pompei non potea manca-

sima talvolta indicata , senza l'altro aggiunto. re nè tempio, nè sacerdotessa , nè devoti consacrali

Leggesi così delta nella epigrafe a pennello sotto al culto di lei. H tempio mi par certo sia quello, che
un dipinto gladiatorio alle spalle del tempio suo me- è a capo del forum, nel luogo più elevato , e lo ar-
desimo, ABIA-VENERE POMPEIIANATRATAM' gomento dal posto medesimo, dove è costruito. Chò,
QVI • HOC • LAESAERIT pubblicata da altri, ma se ho ben provato essere la Venere Fisica.la prima-
che io qui ripeto sulla mìa lezione, ed in una graffi- ria deità fra gì' Iddii adorati nella pagana Pompei ;
ta sulla parete a destra della vielta , che è tramezzo ai non può ragionevolmen!e tenersi che cedesse altrui
due teatri ed esce sulla strada, che va alla porla sta- il primo seggio , neanche al padre Giove. A questo
hiana. L'ha pubblicata il sig. Fiorelli nel proemio altri diè quel monumento, ma, oltre alle ragioni al»
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