Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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BILLETTIXO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.

NUOVA SERIE

ti.0 50. (26. dell'anno II.) Giugno 1854.

Nolice sur Ics fouilles de Capone par M. Ràoul-Rocbette. Continuazione e fine.

BIBLIOGRAFIA

Nolice sur les fouilles de Capoue par M. Raoul-Ro-
chette. Continuazione del n. 46 pag. 460.

Senza entrare in minuta discussione su queste no-
tizie del Sig. Caruso, ho voluto per ora annunziarle,
riserbanuomi di presentare alcune particolari idee, in
altra occasione ; e specialmente quando mi riuscisse
di osservare qualcuna di quelle scollure , e la situa-
zione delle fosse ripiene di terrecotte, relativamente
al pavimento dello edifizio , che esser dee superstite
ancora dopo le ingiurie de'secoli, e che noi riteniamo
per un tempio. Intanto sarà utile avvertire che anche
le terrecotte sanniticbe da noi pubblicate (an. I. tav.
XSÌI, e an. II. tav. V ) vennero fuori da' fossi sopra
citati: il che pruova che almeno durava il culto a quel
tempio prestato, anche sotto la sannitica dominazione.

L'altro monumento, certamente sepolcrale, sul
quale il dotto autore fa alcune nuove osservazioni, è
quella tomba pubblicala in questo bulleltino an. I tav.
Vili n.li, colla illustrazione del eh. Carnicci, ivip.
129-130. Alle osservazioni del primo illustratore, che
riconobbe in quel sepolcro un monumento di architet-
tura Etnisca , il sig. Raoul-Rochetfe aggiunge varii
confronti con monumenti asiatici, dai quali deduce che
il monumento di Capua appartenga ad un'alta epoca
dell'antichità etrusca ; notando che il carattere asiatico
in esso si ravvisa non solo dalia forma generale della
tomba, che presenta l'aspetto di una piramide tronca
a tre piani, ma altresì dall' uso dell'ordine jonico sotto
la sua forma più semplice , e nella sua funebre ap-
plicazione. Queste osservazioni del chiarissimo autore
ci sembrano degne della massima considerazione, per-
ivo n.

chè illustrano la origine asiatica delle arti Etrusche ;
il che sorge senza dubbio dalle tradizioni e dalle ri-
cerche dell' archeologia comparata.

Nel suo quarto articolo l'autore s'introduce a par-
lare de'principali oggetti di antichità forniti dalle tombe
di Capua, dell'epoca etrusca; e li considera in tre classi
distinte : 1. vasi di argilla dipinti—2. vasi ed oggetti
di bronzo figurati—3. figurine e bassirilievi di terra-
cotta. In quanto a'vasi, avverte l'a. osservarsi in essi
una maniera greca arcaica, unita ad uno stile e ad una
fabbrica particolare, che indicano un'arte locale. Cita
a tal proposito la bellissima patera dionisiaca della
collezione Sanlangelo; della quale ci proponiamo dir
qualche cosa in questi fogli, allorché ne daremo la
incisione. Richiama egualmente 1' altra patera di Ever-
gide rappresentante Pelope domatordi cavalli, da me
descritta nel bullelt. arch. nap. an. VI p. 55 e segg,
vedi pure mon. ined. di Barone tom. I. p. 117, e
pubblicata dal eh. sig. Cav. Gargallo-Grimaldi [an-
nali dell' hi. arch. tom. XXI tav. d'ugg. B. p. 145-
154). Egli osserva che probabilmente il fabbricante
Eoergide era di Nola stabilito forse nella etrusca città
di Capua : e vede nella faccia ov'è il giovine Plcxip^
pos la imagine generale di un esercizio equestre , ri-
vestita di un tipo eroico nella perdona di Pelope;os-
servando che ne' cavalli non debbano riconoscersi i
divini destrieri di Nettuno. Noi fummo invece di una
differente opinione ; e questa ci parve confermata da
un altro vasellino anche di Capua , di cui parlammo
nel I. anno di questo bulleltino pag. 190 ; del quale
però il nostro autore non richiama il confronto. Neil'
altra faccia del vaso riconosce 1' a. i soliti esercizi»
della palestra : e ritenendo che il fiore tenuto da uno
de' brabeuli sia la specie di acanto denominato dà' Greci

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