Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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Mercklin per condurre quasi a termine la trattazione ed imperfetta copia della silloge di Fra Giocondo (1).

mia io quella parte, che rimase allora incerta ed im- Nella quale è veramente trascritto il titolo onorario

perfetta. di che ragiono coll'indicazione: Neapoli in fundamen-

Imperocchè stabilito come certissimo che la topo- lis domus Ioannis Scossa (al. Aiossajnóbìlis Capuani (2);

grafia accennala ne'graffiti de' due vasetti ritrae l'una ma Fra Giocondo colle parole in fundamenlis, che

o l'altra parte della marina di Baja, lasciai in sospeso mille volte adopera ne' titoletti premessi alle iscrizio-

il giudizio sopra al dubbio se il vetro Populoniese ni, non intende già le sotterranee fondamenta, sibbe-

propriamente il porto di Pozzuoli (lo che sembravami ne l'imbasamento degli edifici. Niuna difficoltà adun-

più verisimile), o quello ch'ebbe nome di porto Giù- que od ombra di dubbio può nascere da quel cenno

lio ci ponga sott'occhio. Oggi è tolta questaincertez- de' codici del secolo XV contro l'opinione de' dotti

za , ed acquista la scienza nostra il non leggero van- napoletani e stranieri, i quali vollero che di Pozzuoli

taggio dell'avere una rozza sì, ma indubitata, delinea- a Napoli fosse stato trasferito quel marmo, perchè

zione del celeberrimo porto puteolano. Perocché le servisse, come mille altri, all'ornato di qualche pri-

tre indicazioni di luoghi e d' edifici 1' uno all' al- vata abitazione o palazzo di nobile famiglia. Che anzi

tro contigui PALATIVM, RIPA, PILAE rispondono agli indizii, i quali nell'animo loro insinuarono que-

tutte esattamente ad altrettanti luoghi ed edifici notis- sta persuasione, aggiungendo ora la voce PALATIVM

simi ed assai famosi in Pozzuoli, e tutti dalle iscrizioni scritta a lato della RIPA e PILAE nel nostro vaso ,

di questa città più o meno frequentemente nominati, avremo poco meno che una compiuta dimostrazione

Delle pilae, cioè del celebre molo del porto, non ac- della verità di quella congettura.

cade far parola, chè tutti sanno, e già l'altra volta Stabilito così il soggetto della scena topografica del

accennai, quanto fossero celebri e nominate in Poz- vetro di Populonia, parmi che anco l'età in che fu

zuoli; della ripa ho pur ora trattalo innanzi e dichiarato lavorato riceva molta luce dalle notizie e dalla storia,

le memorie epigrafiche; resta il paìalium, intorno al che ho accennato della ripa pute =~

quale se io medesimo messi nella mia prima tratta- fu questa non ristorata o dedicata ej- n

zione alcun dubbio, ora nuovi studi ed un migliore piuta tutta negli ultimi anni del s E-17

esame m'hanno insegnato a deporlo. La notizia d'un può al merito di più antica età p E-

palatium in Pozzuoli o ne' contorni ci era fornita da vaso; se pure non si volesse supp Er^

una base con titolo onorario, conservata in Napoli fin altra ripa, così appellata per ant(=- «

dal secolo XV e nominante la regione palatina ; la preesistito a quella di che il cons< E_^

quale base dopo il eh. Gervasio anco il Mommsen ed a destra ed a sinistra il macello. IV E. 5

il Minervini opinavano essere stata trasferita a Napoli graffiti di questi vetri così bene \ =j_r

da Pozzuoli. Io posi in quistione la verità d'un sif- anni del secolo quarto, che non ve, |_ JZ

fatto trasferimento, e perciò dell' origine puteolana d'appigliarmi a supposizioni e coi E_a> "g

del marmo, perchè in un codice barberino stimato anziché accettare quella data, che E_ x

contenere esemplari epigrafici tratti da quelli di Ci- ni prescrivono. E_m O

riaco d'Ancona e di Benedetto Egio spoletino è cole- E qui potrei posar la penna, se -

sta base indicata in fundamenlis domus Ioannis Acos- scioglimento d'un' altra obbiezione e

sa; lo che io interpretava quasi Ciriaco l'avesse vista il eh. Mercklin, di neanche volerei

sotterra nelle fondamenta d'una casa privata di Na- ventina sia tolta la pittura data in E

poli. Oggi ho riconosciuto essere falsissimo il litolo quale io, dietro la scorta del eh. ( =j >s

premesso, forse nello scorso secolo,al codice barberino, =f Q)

quasi direttamente scenda da Ciriaco e dall'Egio; e Tr 7T'T^TT^S ^~

* f 0 (2Ì Cod. Maghabecch. XXVIH, S p. 140, =_ 1*1

contenere quel manoscritto null'aìtro, che una lacera ni p. 107. BorgiaDo p. US.

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