Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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BULLETTINO ARCHEOLOGICO NAPOLITANO.

NUOVA SERIE

N.° 37. (13. dell'anno II.) Gennaio 1854.

Descrizione di un vaso dipinto del Beai Museo Borbonico.—Iscrizioni latine. Continuazione del n. precedente.

Deserizione di un vaso dipinto, ora nel Real Museo
Borbonico.

Alle vicinanze di Piedimonte d'Alife furono rinve-
nute alcune tombe , delle quali non abbiamo avuto
finora esatte notizie. In queste tombe vedevansi alcuni
vasi di minore importanza, tra' quali ne apparivano
simili per lavoro a quelli trovati nella sannitica tomba
di Cuma , di cbe tenni discorso nel primo anno di
questo bullcltino (pag. 163). Io intendo di quei vasi
interamente neri con dorature, che fi fregiano in va-
rie parti. Uno di questi vasi è stato da poco tempo
acquistato pel Real Museo Borbonico, ove già vedesi
collocato. Ma il più interessante pezzo di quella me-
desima provenienza è un bel vaso istoriato , che pur
si vede mi Real Museo, e di cui diamo in questi fo-
gli una breve dilucidazione. È questo della forma così
detta campana ; le figure sono rosse in fondo nero :
l'altezza è circa due palmi. All'esterno della bocca
è un ramo ; sotto i manichi palmette.

Sono nella principale faccia due ordini di figure.
In alto e nel mezzo siede sopra l'alato suo carro Trit-
tolemo tutto nudo , poggiando sulla sua clamide : i
capelli pendono in varii ricci sul petto, il capo ap-
pare coronato di mirto : colla sinistra si attiene allo
scettro, che finisce superiormente in fior di loto o di
melogranato, colla destra solleva due spighe. Innanzi
è Proserpina con ampyx adorno di bianche foglie, o-
recchini, collana e duplice armilla di bianco; ha lunga
tunica cinta nella vita, e con orlo superiore ed infe-
riore adorno di una duplice linea di meandro ad onda:
sovrapponsi alla tunica un piccolo peplo , di cui la
dea solleva una parte sulla destra spalla , colla sini-
stra sostiene una lunga face, di cui non apparisce la
Anno il.

fiamma. Nella parte posteriore è altra divinità (Cerere)
dello stesso modo vestila, ma colla testa adorna di
sphendone, e coronata di mirto: ella si avanza alle
spalle di Tritlolemo abbassando il destro braccio , e
colla sinistra tenendo lo scettro terminante della guisa
medesima che quello di Tritlolemo.

Nell'ordine inferiore sono quattro divinila. Solfo
la figura di Cerere è Apollo tutto nudo, col capo co-
ronalo di alloro ; colla destra si appoggia ad un lungo
ramo di lauro , sotlo a' suoi piedi è segnata una tor-
tuosa linea di biauco, che mostra segni di vegetazio-
ne. Solto la figura di Trillolemo è un gruppo di
Bacco e di Pane, entrambi di più piccole dimensioni
che le altre figure. Bacco di aspelto assai giovanile ,
coronato di edera , con larga tenia, i cui due estre-
mi scendono d'ambi i lati sul petlo , siede sulla sua
clamide a siuistra volgendosi a guardare a destra verso
la figura di Apollo : colla destra solleva il cantharos,
colla sinistra tiene un pannocchiulo tirso. A lui din-
nanzi si appressa un Salirelto con orecchi caprini,
piccole corna sul capo, e coda cavallina: questi pone
il sinistro ginocchio sopra uu rialto che si eleva in-
nanzi a Dioniso, e curvasi verso di lui presentandogli
qualche oggetto in un piattello , forse un grappolo
d' uva.

Compie la scena iu un piano medio, e presso la
figura di Proserpina, Mercurio pur coronato di fo-
glie , col petaso dietro le spalle, colla clamide sotlo
la sinistra ascella, la quale clamide vedesi orlala di
un meandro ad onda. I! dio solleva in alto il caduceo,
e si curva verso di un albero , di cui sono tagliati i
rami, e da' cui principali tronchi recisi uscir si veg-
gono de'ramuscelli con foglie. In alto è un simbolo,
che comparisce varie volte presso la figura di Mercu-.
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