Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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strati di pietra nera vetrificata ; ed io mi contenterò
di citare la notizia comunicata all' architetto Aviano
da Francesco Antonio Picchiatti, e riportata dal Bian-
chini ( ist. univ. p. 246 seg. ). Queste tracce di anti-
che eruzioni, precedenti alla catastrofe pompeiana ,
ci additano donde fosse tratto il materiale delle tante
vie lastricate da pietra vesuviana , della quale in tem-
pi remoti aver dovettero i Pompejani le cave nel re-
cinto stesso della città. La eruzione, alla quale è do-
vuto lo strato di lava novellamente scoperto , prece-
dette la ricostruzione della strada di Stabia, alla quale
si trova immediatamente sottoposta. Non saprei se fosse
appunto quella la circostanza, in cui fu necessario rifare
la strada Slabiana, laPompejana, la Giovia, e quell'al-
tra che coll'inesplicato vocabolo Delckviarim viene nella
famosa lapida viaria osca denominata. La rifazione di
ben quattro strade non potrà probabilmente attribuirsi
che ad un particolare avvenimento il quale le abbia
danneggiate. Tal sarebbe una vulcanica eruzione, con
tronchi di lava , che rendano le vie impraticabili. In
questa ipotesi, ove ad alcuno sembrasse plausibile ,
si vedrebbe forse confermata la mia spiegazione dell'
ultima parte della citata epigrafe osca , in quanto alla
restaurazione delle strade (dcnuupsens), e non già alla
primitiva costruzione fuupscnsj : alla quale idea fum-
mo allora condotti, per credere poco probabile la
formazione di tutto un novello sistema di strade, trac-
ciato ed eseguito contemporaneamente e sotto i me-
desimi edili.

Comunque sia di queste nostre vedute, che abbiamo
sviluppate in una memoria letta alla Reale Accademia
Ercolanese sopra queste più recenti scavazióni ; pas-
siamo a dar la notizia di un più interessante ritrova-
mento , che ebbe luogo verso gli ultimi giorni dello
scorso mese di giugno. Proseguendosi il disterro al
principio di una strada perpendicolare alla Slabiana, e
che sembra far continuazione con l'altra pubblica via,
che discende dal Foro civile, furono rinvenuti due pie-
distalli ad una certa disianza fra loro, ed addossati a
due pilastri di mattoni, su'quali si veggono le tracce
de' soliti programmi scritti di rosso. Presso uno di
essi scorgesi la terra rimossa, per modo che si appa-
lesa essere slata in quel sito anticamente frugata. Di

fatti sul piedestallo di fabbrica , spogliato delle lastre
di marmo, che in origine lo rivestivano, non si vede
la statua, la quale certamente vi poggiava ; e solo si
è fra le terre raccolta in quelle vicinanze una testa mu-
liebre di mediocre lavoro che appartenne per avven-
tura alla statua del piedestallo , già precedentemente
sottratta. Più interessante è l'altro piedestallo , mo-
strandosi perfettamente conservato. É questo rivestito
da lastre di bianco marmo. La parte superiore è co-
stituita da un più grosso pezzo di marmo con scor-
niciature : ed a questo si sovrappone un dado egual-
mente di marmo, ma di più piccole dimensioni, sul
quale poggiava una statua colossale della medesima
pietra, alta circa Otto palmi, che fu rinvenuta abbat-
tuta sotto grandi massi di tufo di Nocera. La parte an-
teriore del piedestallo, volta verso il Foro , presenta
una latina iscrizione, della quale parleremo fra poco.

La statua , della quale ho detto , è di molto accu-
rato lavoro: soltanto la testa, separatamente eseguita
sin dall'antico , mostra minor sapere artistico, e mi-
nor diligenza , che tutto il rimanente della scultura ;
e lo stesso ci sembra delle braccia, delle quali il dritto
è saldato sulla spalla con perno di ferro, ed il sini-
stro nel gomito. Una delle gambe è addossata ad un
forte tronco di albero di marmo, da cui parte un più
sottile ramo a sostegno altresì dell'altra gamba. Il si-
nistro braccio è abbassato, e vedesi nella mano al dito
anulare un grosso anello senza particolare suggello. Il
destro braccio è sollevato ; manca però la mano, per
modo che ci lascia nella inettezza se avesse qualche
armatura, o altro oggetto qualunque : non disperiamo
però di veder quanto prima compiuta per questa parte
la statua, proseguendosi in quel sito lo scavo ; giac-
ché è pur venuto fuori il lobo dell'orecchio sinistro,
che fu posteriormente ritrovato : se pure non sia av-
venuto che quella mano fu anticamente ritrovata ,
quando frugossi la terra circostante all' altro piede-
stallo, siccome innanzi dicemmo. Assai complicato è
il vestimento di questo personaggio. Vedesi una tuni-
ca sottoposta ad una lorica fregiata di svariati orna-
menti, e finalmente una specie di clamide sospesa ar-
tisticamente alle braccia : i calzari compiono l'abbi-
gliamento.
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