Bullettino archeologico Napoletano — N.S.2.1853-1854

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nel fodero. In alto è nel campo un pileo acuminalo
di bianco, e presso allo stesso una spada nel fodero
messa di traverso.

Nella faccia men nobile di questo interessante vaso,
vedi sul collo una testa femminile di profilo fralle so-
lile ramificazioni, e più; ovoli, meandro ad onda, ed
altri ornamenti. Sulla pancia è una grande slele di
bianco sopra un gran piedestallo : la stele finisce su-
periormente in un fastigio triangolare adorno di bian-
che palmelte, ed è cinta nel mezzo da una nera ben-
da. Intorno sono cinque figure (re virili, e due fem-
minili, con varii simboli ed offerte, rami, cassette, fla-
belli , patere, fiori, e grappoli. Nella principale rap-
presentazione del descritto monumento noi riconoscia-
mo la partenza di Amfiarao per la guerra di Tebe, che
a lui esser doveva cagione di morte. Già non pochi
monumenti si conoscono, che sieno riferiti al mede-
simo soggetto ; de' quali si legge un catalogo quasi
compiuto nell' ultima edizione del Muller fatta dal
dottissimo Welcker (Handb. § 412 not. 3p. 691), e
su' quali son da leggere le dotte discussioni del Rou-
lez (Annali dell' 1 st. 1843 p. 206 e seg. ), del Jahn
(arch. Aufss. p. 115, seg.) , e più recentemente del-
l' Overbeck (Gallerie heroischer Bildwerke der alien
Kunst voi. I. Braunschweig 1853 p. 91-106). Nel
nostro vaso sono però alcune particolarità , die mi
sembrano degnissime di attenzione. Trattandosi di una
dipartita, in tutti i monumenti apparisce il momento
del muoversi ; e questo, come innanzi avvertimmo,
nel vaso del Sig. Barone è=assai bene indicato dal gio-
vine guerriero , che palpeggia tuttavia qualcuno de'
cavalli ; nel quale non vorremmo ravvisare alcun de-
terminato eroe, ma piuttosto uno del seguito dell'Ar-
givo indovino. Già è sul cocchio l'auriga Baione, in-
tento a guidare i destrieri, non altrimenti che sugli
altri monumenti, cominciando dalla cassa di Cipselo,
ove però vedevasi munito di un'asta (Pausan. V, 17,
4 ). Il cocchiere di Amfiarao vedesi altra volta im-
berbe, e munito dell'elmo; laddove il guerriero stesso
apparisce sempre barbalo. Questa avvertenza ci fae-
sitare a ritenere per indubitala la spiegazione data dal
dottissimo Welcker del bassorilievo dell'Oropo (mon.
dell'Ini, voi. IV tav. 5: Overbeck op. cit. ali. tay. VI

n. 6), e del famoso monocromo di Ercolano (Annali
dell'ht. 1844 tav. d'agg. E ; Zahn ornam. und. Ge~
màlde aus Pompeji, Herculanum, und Slabìae-Zweitc
Folge-Taf. I; Overbeck op. cit. tav. VI. n. 7), il
quale li riferiva al momento in cui la quadriga di Am-
fiarao è inghiottita dall'aperta terra (annoi, dell' ht.
1844 p. 166 e s. : cf. Io slesso Welcker Denkmàler
II. p. 172 segg., ed il eh. Overbeck op. cit. p. 145
a 147). Ora il monocromo di Ercolano vedesi ri-
prodotto nel real museo Borbonico voi. XIV t. XLVH
con la illustrazione del mio eh. collega sig. cav. Fi-
nati , il quale vi ravvisa Achille nella sua quadriga.
In tulli gli altri monumenti Amfiarao si divide dalla
moglie Erifile (1); abbenchè non manchino i figli in
alcuni. Così nella cassa di Cipselo appariva Alcmeone
nudo, ed il piccolo Amfiloco fralle braccia di una
vecchia donna (Pausan. V, 17, 4). In un vasodella
collezione Candelori vedesi un solo fanciullo, che
stende le mani al minaccioso padre, mentre Erifile
pur dello slesso modo si presenta da lungi (Micali
mon. ined. per servire alla Sloriaet. tav. XCV;Over-
beck tav. Ili n. 5). In un altro arcaico vaso di Caere
compariscono tre figli, due de' quali in braccio a donne
(mus. gregor. II, 42, 2, a ; Overbeck tav. Ili n. 6);
ma uno più grandetto degli altri sembra attendere alle
parole del suo genitore. Ricordo finalmente due vasi
del museo Britannico riferiti alla partenza di Ettore
nel catalogo di quella insigne collezione ( n. 452,2 ;
en. 524), ma che noi riportiamo pure al mito di Am-
fiarao, secondo la opinione del eh. Overbeck (op.cit.p.
90, e 99): in essi comparisce pure qualcuno de'figli.

Nel vaso del sig. Barone sono due i giovanetti fi-
gliuoli ; e non tarderemo a ravvisare in essi i due più
conosciuti Alcmeone ed Amfiloco , il primo de' quali
si appressa più al suo genitore, mentre l'altro pone
la mano alla testa in segno di cordoglio, tenendo la

(1) Ricordiamo principalmente il notissimo vaso dell' arcivescovo
di Taranto pubblicato da molti, ed ora dal sig. Overbeck (op. cit.
tav. 111. n. 7) per avvertire che non siamo persuasi dalle sue ra-
gioni ( ivi p. 95 not. 10 ) ad abbandonare la nostra opinione sulla
iscrizione KAAKDOPA di quel monumento, che fu da noi riferita
ad uno de' cavalli, piuttosto che alla stessa Erilile : nella quale ci
vedemmo con piacere approvati dal dottissimo Jahn ( arch. Aufss.
pag. 139, e seg. ).
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