L' arte: rivista di storia dell'arte medievale e moderna — 7.1904

Page: 84
DOI issue: DOI article: DOI Page: Citation link: 
https://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/arte1904/0130
License: Free access  - all rights reserved Use / Order
0.5
1 cm
facsimile
BIBLIOGRAFIA

RECENSIONI.

Giuseppe Wilpert: Roma sotterranea. Le
pitture nelle catacombe romane. — Roma,
1903, 2 volumi, il i° ia-40, XI, 549; il 20,
tav. 267 in tricromia e in fototipia.

Monsignor Wilpert ha compiuta in modo definitivo,
dopo quindici anni di assiduo lavoro, la grande opera
sulle pitture delle catacombe romane, che rende final-
mente possibile d'intenderle e di studiarle. I suoi pre-
decessori, dal Bosio al De Rossi, si erano serviti di
copie poco fedeli, che dettero luogo a opinioni anche
più scorrette delle interpretazioni artistiche. Inoltre la
conoscenza di meno di due terzi del materiale pitto-
rico delle catacombe rendeva difficile di farsi su
di esse un’idea generale sicura e di dare un giusto
valore ai particolari. Il Wilpert ha provveduto con un
vero corpus delle pitture cimiteriali a tanta deficienza,
e a salvar la memoria di molte tra esse che di giorno
in giorno scompaiono.

Il primo capitolo dell’opera monumentale tratta
delle condizioni de’ pittori delle catacombe e delle
iscrizioni ad essi relative, della loro tecnica, in ispe-
cial modo della preparazione del fondo dell’affresco,
che ora, dopo lo studio del Wilpert, ci appare uno
degli elementi più importanti per la cronologia delle
pitture delle catacombe.

Nel secondo capitolo l’A. studia i rapporti delle
pitture d’argomento pagano e quelle d'argomento cri-
stiano, determinando come nelle catacombe vengano
designandosi elementi nuovi conformi alle idee nuove,
che s’aggiungono al patrimonio che l’arte classica la
scierà in eredità al medio evo.

Nel terzocapitolo l’A. tratta del vestiario, argomento
da lui trattato molto dapprima in questo periodico; e
nel quarto, dell’acconciatura, della barba e de’ capelli.
Le minuziose e profonde osservazioni sciolgono molli
problemi dell’archeologia cristiana, e costituiscono tut-
t’insieme un criterio molto esatto per la determinazione
dell’età delle opere d’arte.

Nell’ottavo capitolo, l’A. fa alcune brevi osserva-
zioni sul valore artistico delle pitture cimiteriali; e nel

nono traccia nettamente i principi che si debbono
seguire nella interpretazione di esse.

La prima parte dell’opera si chiude con un capitolo
importantissimo sullo stato in cui ci sono pervenuti gli
affreschi, sui metodi seguiti sino ad oggi per ripro-
durli e sui criteri che hanno guidato l’A. nel formare
le tavole accurate, fedeli sino allo scrupolo, da lui
fornite alla scienza storica.

La seconda parte tratta del contenuto delle pitture
cimiteriali, mettendo saldo fondamento alla iconografia
cristiana, più profondo e più ampio di quello stato
segnato sin qui, che rimarrà sempre quale base delle
ricerche future. Invece di distinguere e classificare le
pitture cimiteriali in liturgiche, bibliche, ecc., come si
è fatto sinora, il W., con criterio sagace, le ha raggrup-
pate secondo i soggetti delle rappresentazioni, metodo
che ha il vantaggio di spiegare le pitture di contenuto
men chiaro per mezzo d’altre simili più evidenti. Il
primo posto in questa nuova classificazione è occupato
dalle pitture cristologiche, così divise: rappresenta-
zioni di Cristo con la Vergine; di Cristo operatore di
miracoli; di Cristo pastore, maestro e legislatore; di
Cristo negli episodi della Passione. Segue lo studio
delle rappresentazioni del Battesimo, con una deter-
minazione diligente e migliore dei simboli, sui quali
tanto discussero gli eruditi, del pesce, dell’acqua, dei
fiumi, insomma del ciclo delle rappresentazioni acqua-
tiche. Viene poi l’esame del gruppo delle scene euca-
ristiche, la moltiplicazione dei pani, il mutamento del-
l’acqua in vino nelle nozze di Cana, con tutte le
numerose allusioni ai due prodigi. Ne’ capitoli se-
guenti l’A. tratta delle immagini esprimenti la fede
.nella resurrezione, di quelle relative al peccato e alla
morte, delle altre indicanti la invocazione dell’aiuto
divino per l’anima del defunto (Daniele tra i leoni,
Sacrificio d’Àbramo, i tre fanciulli nella fornace, Su-
sanna e i vecchioni, Giona, Tobia, Daniele, la pioggia
della manna, Noè nell’arca, ecc.). Gli ultimi sei gruppi
comprendono le rappresentazioni del Giudizio, quelle
esprimenti la preghiera per l’ammissione alla beatitu-
dine eterna, le altre coi defunti nella felicità, infine i
loading ...